Morcheeba

Ross e Paul Godfrey torvano l'antidoto per sfuggire alla noia, e al dimenticatoio

Squadra che vince non si cambia. Ma se proprio devi cambiarla, fa' almeno che somigli il più possibile a quella vincente. Questo devono aver pensato Ross e Paul Godfrey, le fraterne menti che si celano dietro il nome dei Morcheeba. Skye, con la sua voce da sogno, è uscita dal gruppo. A sostituirla, è Daisy Martey: voce simile (o simulata?), fattezze no.

Inevitabile il confronto quando la si vede apparire sul palco dell'Alcatraz, in completino da danzatrice del ventre. E istantaneo il dubbio: ma non era meglio Skye? Ovvia la risposta, è lei che tutti vorrebbero vedere e sentire sul palco, ma diamo tempo alle nuove leve di dimostrare le proprie qualità.

Il concerto parte molto cauto, piazzando subito tre singoli da classifica: la nuova "Wonder Never Cease", tratta da "The Antidote", si fonde perfettamente con "Otherwise" e "Blindfold", quasi a voler rassicurare il pubblico che nulla è cambiato. Sembra di ascoltare un best of e cominci a chiederti se oseranno tirare fuori una nuova personalità, invece di ricordare i fasti del passato.

Poi il mix si fa più equo e arrivano canzoni da lavori passati e recenti.
Le atmosfere dilatate e sospirose che li hanno resi celebri si alternano, in modo quasi matematico, a momenti più easy e funkeggianti, con brani-fotocopia dalla struttura basica, ma a presa istantanea.

Daisy sorride e si attorciglia le ciocche dei lunghi capelli neri intorno alle dita. Sembra ingenua come una bambina, è simpatica e solare. Sarà per questo che quando accenna movimenti sinuosi e prova a fare la gatta risulta un po' impacciata. Alla fine però ti prende, grazie anche a una buona sintonia con gli altri componenti del gruppo.

Ti lasci trascinare nel caleidoscopio di colori che illumina il palco e credi di essere sul set di un film anni '70, con tutti che ballano, ammiccano e scuotono il sedere ondeggiando. Allora ti rendi conto che i Morcheeba non sono nati ieri, sanno come divertirsi e come divertire (Paul, tra uno scratch e una percussione, chiacchiera a ruota libera, dice battute, banalità e scemenze, come se fosse al bar con gli amici).
E tu, che eri arrivato augurandoti un po' di Big Calm, ti ritrovi a un big party!