Modena City Ramblers

"Dopo il lungo inverno" tornano con un nuovo album che è un inno alla rinascita personale, sociale e anche politica

PROLOGO - I Modena City Ramblers hanno pubblicato Dopo il lungo inverno, un vero LP che conta ben 16 canzoni e tre frammenti che introducono e chiudono il percorso musicale. L'idea alla base del progetto è la ciclicità degli eventi; infatti il titolo evoca metaforicamente l'avvento di una nuova stagione, la Primavera, citata e immaginata per tutti i sessantotto minuti di musica. Tutto il disco è permeato da questa forte suggestione, che deriva dalla cultura contadina, e rende questa musica un quadro di rinascita personale, politica e ideale. L'abbandono di Cisco ha portato la band ad un bivio; i Modena City Ramblers hanno scelto la propria strada, e hanno saputo utilizzare questa esperienza come stimolo per andare avanti. La formazione torna all'antico, proponendo un cantato a due voci; i nuovi elementi provengono dalla cerchia di amici e collaboratori dei Ramblers, una caratteristica importante per mantenere la complicità è avere uno stesso retroterra culturale e musicale. Infatti Dudu Morandi è stato ospite alla voce in varie occasioni, mentre Betty Vezzani è stata impegnata in diverse collaborazioni di matrice folk e rock.

INTERMEZZO - Dal punto di vista sonoro ci sono chiari riferimenti alle musiche più amate dai Ramblers, il folk europeo, celtico e balcanico; i ritmi latini, sudafricani e mediorientali; la musica d'autore e il rock. "Molto istinto e poca ragione" così hanno definito questo entusiasmo nuovo nel voler far musica, nelle scelte stilistiche c'è coerenza anche se paiono evidenti nuovi modi espressivi, come ne il brano Il paese delle meraviglie da cui emerge una forte vena reggae. Non ci sono elementi musicali completamente nuovi, è cambiato il modo di metterli in luce, e a loro dire questo dipende dal produttore Peter Walsh, che da buon inglese li ha spinti ad accentuare il ritmo reggae.

EPILOGO - I testi si occupano di tematiche d'attualità, politica e sociale, caratteristica che li contraddistingue sin dagli inizi. Due canzoni colpiscono in particolar modo Quel giorno a primavera, è una dichiarazione sulla supposta primavera politica in Italia, che suona come il risultato di un incontro tra i Pouges e i Green day in un pub, dopo aver bevuto molte birre. Parola di "Ice". E Mia dolce rivoluzionaria, che è, in un certo senso, figlia di Contessa. "Dopo averla suonata al 1° maggio con alcune strofe cambiate, abbiamo deciso di fare anche noi la nostra Contessa". I Modena vogliono, o già sono, cantastorie del nostro tempo, e come dicono nel brano "ora servono nuove parole". Grazie alla presenza della cantante Betty, c'è spazio anche per atmosfere più intimistiche e poetiche. Come affermano all'incontro con il pubblico alla Fnac: "avere una presenza femminile ci ha dato l'opportunità di registrare pezzi che non avremmo mai suonato prima". Ma ci sono anche canzoni come Il treno dei folli. Un brano corale, di puro divertimento, in cui le liriche sono cantate dalla banda al completo. Un inno alla rinascita personale, "la carovana insegue un nuovo giorno e sogna la prossima stazione", ad indicare che il percorso dei Modena City Ramblers sarà ancora lungo e proficuo.