Ministri: tutta roba nostra

La band scalda il pubblico "di casa" con due concerti da sold out

L'impatto iniziale è forte. I Ministri sono a casa, si capisce dal pubblico stipato nel Circolo Magnolia. Due date, entrambe sold out. Il 24 novembre, la prima serata, la band è in gran spolvero, le giacche presto si sbottonano, il sudore cola abbondante con l'adrenalina. Le canzoni del nuovo album Fuori (Universal/Black Out) equilibrano l'aggressività pura e postadolescenziale dei pezzi tratti dal primo album, I soldi sono finiti. L'intesa e la coesione della band sono ottime. Chitarra e  tastiere si amalgamano con più convinzione. I punti deboli diventano punti di forza, peccato per i livelli di basso e voce troppo alti su Tutta roba nostra che altrimenti si sarebbe riscattata. Salta fuori anche Il mio compagno di stanza, una delle prime composizioni ministriche eseguita sempre e solo dal vivo.

Sul Bel Canto il Divi (Davide Autelitano, cantante e bassista, ndr) si getta sul pubblico, pronto a ricevere l'impatto. Si salta, si poga, si urla alzando le braccia al cielo con folle liberazione. Inziano la serata i Grenouille, una forte fisicità che apre all'aggrissività concettuale. La provocazione è parte del loro immaginario, frasi come Milano sta bruciando e il Porno è democrazia fanno risaltare un rock anni '90 ben strutturato.