Recensione concerto Ministri

Ministri: "fuori dai concerti con le sedie"

Al Renfe Club di Ferrara si consuma la "data zero" del nuovo tour della band milanese

Il campo di prova non è stato il loro, orami noto, quartier generale Circolo Magnolia. I Ministri per testare la scaletta e la resa live dell'album hanno scelto Ferrara, una città non troppo lontano da Milano ma in territorio neutrale. Il 5 novembre il Renfe è carico e pronto a scoprire se Fuori (Black Out/Universal), ultimo album della band, riuscirà a catturarli dal vivo. D'altronde si sa che la cifra stilistica della band è essere degli "animali da palco". Un saluto e un ringraziamento poi parte Il sole, un'invettiva contro il Bel Paese e il suo crogiolarsi nell'immobilismo. Il set prosegue alternando i brani nuovi ad una selezione di canzoni dai precedenti lavori. Sfilano sulla bocca del pubblico I nostri uomini ti vedono, Non mi conviene puntare in alto, passando per Tempi bui e un'interpretazione semiacustica del Bel canto. Accolti con entuisiasmo dai fan anche le novità, un pubblico preparatissimo anticipa il Divi (all'anagrafe Davide Autelitano) nel cantare la strofa enumerativa finale di Noi fuori. Mangio la terra e Che cosa ti manca arrivano dritte a cuore e cervello mentre Tutta roba nostra non ha la spinta giusta e appiattisce, per un momento, il concerto.

Uno show energico in cui i Ministri hanno posizionato le chitarre e la batteria in assetto da guerra e da cui è emersa la voglia di riconquistare la dimensione che sembra calzargli meglio. Federico Dragogna si getta nei suoi spericolati headbanging mentre il Divi, sempre più personaggio, si protende verso il pubblico e si abbandona allo stage diving, intanto sul palco Michele Esposito ed Effe Punto tengono le fila del discorso musicale. A chiudere il concerto l'abituale ma sempre evocativa Abituarsi alla fine. E poi solo applausi.

Correlati:

www.myspace.com/ministri