Concerto di Michael Bublè a Milano

Michael Bublè, il crooner che sognò Sinatra

AUTORE
Rosario Pipolo
DATA NEWS
lunedì 24 maggio 2010
ARGOMENTI
Michael Bublè, Swing, Crazy Love, Special Delivery, Concerto, Milano
Si sfrena con il pubblico, ci dà dentro con lo swing e fugge dal clichè con un omaggio a Jacko

Che uno abbia venduto più di venti milioni di dischi in giro per il mondo può avere la sua importanza fino ad un certo punto. Ascoltando dal vivo Michael Bublè, tornato al Mediolanum Forum di Assago a quasi tre anni di distanza, si capisce che il talento c’è. Un'ora e tre quarti di concerto, con una prima parte, fatta di stuzzichini romantici e soft, e una seconda più dinamica in cui il crooner canadese si sfrena con il pubblico a ritmo di swing: Crazy love, fragorosa visione musicale del dio Van Morrison, trascina dietro la costellazione di altre celebri cover come Cry me a River o Me and Mrs Jones.

Scende dal palco, abbraccia i fan, travolto da luci e colori così “lasvegasiani” da essere fuori posto nella location della tappa milanese. "Tutti mi dicono che assomiglio a Frank Sinastra o a Dean Martin. Li adoro, ma io da ragazzo ascoltavo tutt’altra musica", confessa il trentaquattrenne italo-canadese, cercando di scrollarsi di dosso i soliti cliché. Ed ecco la sorpresa con un trancio di Billie Jean dell'altro Micheal (Jackson) e una splendida Twist and Shout che smuove tutti. Il crooner che sognò Sinatra è anche un buon intrattenitore prima e dopo altri hits tra cui Home e Haven't Met You Yet.

I più malefici continuano a sostenere che, filando diritti da Vancouver a Kansas City, ci siano tante voci più prodigiose della sua. E anche se fosse, Michael Bublè ha il merito di aver fatto flirtare i giovanissimi con lo swing, nonostante ci sia una differenza tra lui e il vecchio zio Frank: la voce di Bublè è così limpida da farsi mandar giù come un sorso d'acqua liscia, mentre quella di Sinistra era come un gin tonic e ti faceva assaporare il vero carisma perchè aveva nei graffi dell'estensione vocale le luci e le ombre della sua generazione. I rimpianti fanno la fortuna di pochi ed è per questo che di Michael Bublè sentiremo parlare ancora a lungo.  

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