Metthew Herbert - Bettye Lavette

Una dolcissima voce soul insieme all'intellettuale bizzarro dalle suggestioni elettroniche

BLACK MUSIC - Insieme sul palco di Villa Arconati per un doppio concerto, un abbinamento che è riuscito a far coesistere la sperimentazione elettronica di Matthew Herbert e la tradizione della musica nera. L'energia di Bettye Lavette ha reincarnato un repertotrio di canzoni femminili di autrici come Sinead O'Connor e Aimee Mann, colorandoli con originalità e spirito nero. La sua voce ci ha fatto respirare una musica dal sapore lontano, interpretata con anima e passione. Per quest'artista presente fin dagli anni '60, il rilancio è avvenuto con il suo ultimo album "I've Got My Own Hell to Rive" dove Bettye dimostra tutta la sua singolare personalità.

PROVOCAZIONI ELETTRONICHE IN PIGIAMA - Nella seconda parte della serata la scena si è aperta all'instancabile innovatore, musicista e produttore, campionatorte bizzarro, con formazione classica: Metthew Herbert, uno degli autori più versatili nel panorama della musica elettronica. In questo tour ci presenta una selezione dal suo ultimo album "Scale", probabilmente uno dei più piacevoli e melliflui all'ascolto fino ad ora da lui prodotti. Eppure sotto questa superfice di jazz contemporaneo di facile all'ascolto, ci sono centinaia di oggetti campionati che riportano suoni di pompe petrolifere, starnuti, rumori subacquei, meteoriti. È la denuncia provocatoria delle condizioni in cui è il mondo oggi, della direzione sbagliata in cui sta andando. Abbiamo assitito al campionameto live di una bottiglia di plastica di coca cola schiacciata e tamburellata sul microfono con cui è stata creata la base per il pezzo successivo.

IL PROCESSO DI CREAZIONE - Uno dei pricipii di Herbert, messo nero su bianco nel suo Manifesto del 2000, è proprio quello di vietare l'uso di qualsiasi musica già composta e di suoni sintetici che riproducano strumenti acustici. Il processo stesso di creazione, la ricerca dei suoni, è dunque parte del lavoro, insieme a quello di chi suona con lui. Lo accompagnano i suoi musicisti: vocalist, chitarra, batteria, tastire, tromba e sax, che sono comparsi sul palco vestiti in pigiama, con un asciugamano sulle spalle, quasi a rappresentare l'essenzialità e la naturalezza del vivere la performance e il pubblico. Lui, Herbert, a dirigerli con il suo campionatore, in vestaglia, come il papà, il capo famiglia. E' stato impossibile stare seduti sulle seggiole e così in pochi minuti sotto il palco si è riunita una folla danzante ed entusiasta.

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