Mark Lanegan: magnetismo e magia

Un concerto da assaporare lentamente come un sorso di whiskey

Concerto sold out per Mark Lanegan il 13 maggio ai Magazzini Generali. Una performance che lo vedeva, dopo innumerevoli collaborazioni, accompagnato dal solo Dave Rosser alla chitarra acustica. Il palco spoglio, semplice e funzionale: due microfoni e due figure retroilluminate dai fari blu, solo una fioca luce colpiva le mani e il volto di Lanegan. La sua figura rimane pressocché immobile, ancorata all'asta del microfono, per tutta la durata del set.

Un'ora e mezza in cui Lanegan esplora il suo repertorio rigorosamente in acustico. La maggior parte dei brani proviene dagli album solisti, non mancano cover già affrontate come Resurrection Song e Julia Dream, e nemmeno escursioni nel passato da Screaming Trees con The Traveler. Per tutta la durata del concerto la vera protagonista è la voce, profonda e oscura, di Lanegan che sbatte contro le pareti del locale trovando l'approvazione di un pubblico entusiasta. Ad aprire la serata il cantautore Duke Garwood, country blues che evoca paesaggi desolati e decadenti, un ricco immaginario del Delta americano si svolge davanti agli occhi e sovrasta il chiacchericcio irrispettoso di una parte del pubblico.

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