Recensione concerto Madonna Milano

Madonna e il suo circo

A San Siro, un lungo videoclip con acrobatici ballerini, camaleontiche esibizioni e suggestivi suoni baschi

Inferno e Paradiso. Guerra e Pace. Sacro e Profano. Giocando con gli opposti, Madonna continua a sorprendere e a confermare l'affetto del pubblico di Milano, accorso in un gremito San Siro in occasione del MDNA World Tour. Uno show spettacolare durato quasi due ore. Un lungo videoclip vissuto in diretta, diviso in quattro tempi: Transgression, Prophecy, Masculine/Feminine e Redemption.

Il suono delle campane decreta l'inizio del concerto che si apre con Girl Gone Wild, singolo tratto dall'ultimo disco. Sin dal primo brano i riferimenti alla religione sono più che palesi: il tema persiste lungo tutto la serata, spaziando dal credo cristiano alle fedi orientali fino alla new age. L'energia non sarà quella di una ventenne, ma, nonostante i suoi quasi 54 anni, Madonna è una donna grintosa che non rinuncia mai al ruolo di protagonista nelle coreografie, muovendosi dentro stretti bustier, ironiche divise da majorette (Give Me All Yout Luvin'), sexy catsuit (Gang Bang) ed eleganti tailleur con reggiseno conico (Vogue). Al suo fianco, un eccezionale corpo di ballo e il gruppo basco Kalakan che arrangia Open Your Heart, Masterpiece e I'm a Sinner. "Thank you Italia. I love you, siete un pubblico meraviglioso, mi supportate da tre decadi", ringrazia la diva, che sullo stage è salita alle 22.00 (special guest dell'openig: Martin Solveig) e a un quarto d'ora dalla mezzanotte, dopo un coinvolgente Like a Prayer e una festosa Celebration, ha congedato i suoi entusiasmati fan. Arrivederci, chissà, al prossimo album.