Locanda delle fate: prog con i capelli bianchi

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Locanda delle fate: prog con i capelli bianchi

AUTORE
Gaetano Lombardo
DATA NEWS
lunedì 28 marzo 2011
ARGOMENTI
Concerti, Recensioni concerti, La locanda delle fate

Alla Blues House la band astigiana conserva intatto il proprio sapore, come un buon vino d'annata

Quella di essere sottovalutate o misconosciute è la sorte che spesso tocca alle espressioni artistiche troppo raffinate e troppo poco "popolari". Questo è un po' il destino che è toccato alla Locanda delle Fate, band astigiana che nel '77 aveva lasciato una delle migliori impronte del prog italiano (Forse le lucciole non si amano più) e che sabato 26 si è riunita sul palco della Blues House. Da allora le cose non sono cambiate poi tanto: il pubblico sarà anche diverso ma la nicchia è rimasta tale e questa dimensione un po' esclusiva rende l'atmosfera suggestiva nel suo fascino vintage.

Il live è una celebrazione del prog melodico che ammicca ai capostipiti del genere (in Italia, la PFM e il Banco). Protagoniste assolute le scorribande strumentali tra controtempi e cambi ritmici, esiti di una tecnica sopraffina che però non sacrifica lo slancio emotivo (la voce di Leo su Vendesi Saggezza è commovente). È in casi come questo che viene da paragonare la musica a certe bottiglie di vino d'annata, capaci di conservare intatto il proprio sapore dopo tanti anni.
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