Lee Koonitz e Antonio Zambrini

Atmosfere rarefatte al Paradise Connection

Classe 1927, Lee Koonitz, dopo gli studi di clarinetto e sax tenore, a sedici anni inizia suonare il sax alto. A metà anni '40 conosce, a Chicago, Lennie Tristano con il quale studia e, trasferitosi a New York, collabora con Miles Davis. Fino ad oggi ha suonato con i più grandi musicisti jazz come Gerry Mulligan, Gil Evans, Joe Henderson, Jim Hall, Elvin Jones, Michel Petrucciani, Charles Mingus, Bill Evans, Chick Corea. 

Il Maestro spazia liberamente tra i canoni stilistici del bebop, reinventandolo a suo modo, con un occhio a Charlie Parker, e raggiungendo uno stile singolare che gli ha fatto anticipare le avanguardie degli anni '60.
La sua sperimentazione e l'evoluzione non hanno mai avuto fine.

Nel concerto di mercoledì 14 Settembre al Paradise Connection di Cusago, Lee Koonitz ci ha portato il suo suono sensuale, rarefatto e tendente all'astrazione.
A dargli man forte è stato il pianista e compositore milanese Antonio Zambrini, sensibile ed eccellente nell'interpretazione e nel sostenere Koonitz anche nei brevi attimi di smarirmento.

Particolare la location, un'abbazia del '300, ristrutturata e molto atmosferica, grazie anche a delle bellissime (e costose) lampade made in Maldive.