La Tempesta al Rivolta

Un maxi live celebra la musica dell'etichetta indipendente friulana

La Tempesta Dischi, collettivo di artisti nonché etichetta con base a Pordenone, nella serata dell'8 dicembre festeggia la musica che ha pubblicato in questo 2012. Sui due palchi del Rivolta di Marghera si divide e alterna la sperimentazione più elettronica e il cantautorato, il rock e una versione personale di reggae.

TRA ROCK E FANTASMI - Aprono gli Hardcore Tamburo con i bidoni industriali adattati a percussioni. Il ritmo tribale si scontra con le basi registrate e la voce effettata. Umberto Maria Giardini, il nuovo alter ego di Moltheni. Le parole ruvide ed eleganti incontrano sfumature più accese. Il duo palermitano del Pan del Diavolo prosegue il suo itinerario nel rock'n'roll arrualando nuovamente i Sacri Cuori al basso e alla batteria. Appino, il cantante degli Zen Circus, presenta il suo progetto solista. Le canzoni profumano delle melodie della band di origine però la presenza di Franz Valente e Giulio Favero, fautori del suono massiccio del Teatro degli Orrori, destabilizza. Un clash difficile da metabolizzare al primo ascolto. Tre Allegri Ragazzi Morti, la band che ha fondato La Tempesta, presenta il suo nuovo lavoro Nel giardino dei fantasmi, ma lo fa partendo da due brani reggae del precedente album Primitivi del futuro. L'adolescenza eterna dei personaggi, ritratti a carboncino nero su limpida musica, le influenze in levare non spariscono del tutto ma il rock'n'roll torna in vetta.

SFUMATURE ELETTRONICHE
- I Ninos du Brasil con due batterie molto basic, suonate in piedi e un'anima electro, sanno conquistare. Il ritmo sudamericano e tropicalista si innesta su loop elettronici creando un rave voodoo. Le maschere dei tre, i volti dipinti di bianco, i movimenti circolari, una tribù pagana che celebra con coriandoli la propria nascita. I Mellow Mood, giovane band friulana dedita al reggae, suonano una musica fresca a cui difficilmente si resiste. I due gemelli, forniti di rasta e carisma, domano un pubblico sempre più numeroso. Gli Iori's eyes partiti dal dream pop sono approdati a un'elettronica oscura dai riflessi anni Ottanta. L'ultima performance live è per Il Teatro degli Orrori. Il nuovo organico della band si esibisce in una scaletta breve che coinvolge il pubblico più giovane. Precisione stilistica, su vecchi e nuovi brani, poche invettive molti sentimenti da Io cerco te a Non vedo l'ora. E in chiusura un pezzo strumentale dedicato proprio al Rivolta. Uno spettro di suoni variegato e che fa ben sperare per la musica italiana.