Keane

Under the Iron Sea c'è il live magico della band inglese

Un po' di timore è comprensibile prima di entrare al Rolling Stone per il concerto dei Keane. Dopo un album-capolavoro come "Hopes and Fears" (2004) sarebbe stato veramente difficile crearne un secondo allo stesso livello... Dopo il primo brano la repentina smentita! Questo Under the Iron Sea uscirà il 9 di giugno, ma la band di Battle (Inghilterra del sud) ha regalato ai suoi fan milanesi una data in anteprima il 18 maggio.

Rolling Stone pieno (benedicta aria conditionata!). Target variegato, che unisce in unico tripudio ragazzini innamorati abbracciati alle proprie fidanzatine a uomini di 40 anni e più. La parola tripudio non è fuori luogo, l'atmosfera che si respira è di una festa globale che accende tutti i cuori, nessuno escluso. Tantomeno la band, che sul palco scopro essere veramente coinvolgente. Sono appena in tre, ma il loro sound permea con la sua carica viscerale ed emozionale ogni singolo angolo del locale. Al microfono Tom Chaplin si dimostra superlativo. La sua voce, carica di aggressione e melodicità allo stesso tempo, risulta romantica anche nei pezzi più "tirati", fa sognare e viaggiare con la fantasia. Fantasia che occorre anche a noi per cucire addosso al cantante un abito da rockstar... Con le sue guanciotte rosse e i suoi boccoli biondi, si fa fatica a conferirgli l'anima "marcia" tanto cara agli stereotipi del rock. Sembra il ragazzo della porta accanto, dove la porta è quella di una cascina di campagna. Incredibile pensare che questa band, composta anche da Tim Rice-Oxley al piano e Richard Hughes alla batteria, abbia portato a casa un tour mondiale sfiancante abbinato ad una vendita di ben 5 milioni di dischi in tutto il mondo.

Gestire il successo ed essere costretti a passare troppo tempo insieme ha messo a dura prova il rapporto di amicizia tra cantante e batterista, e per un periodo si era parlato di un possibile scioglimento. Invece eccoli ancora qua, più carichi che mai a galvanizzare un pubblico che conosce tutti i testi a memoria (o, come me, fa finta di cantare in inglese e azzecca solo qualche parola ogni tanto?). Con Everybody's Changing il top del tripudio. Complici le luci, splendide e molto suggestive. La musica come strumento che non consente di interiorizzare i problemi, accantonarli, ma che fa venire a galla le tensioni, le canalizza in modo creativo trasformandole in poesia. La musica, che stava dividendo i Keane, alla fine è ciò che ha permesso loro di restare insieme. E ai loro fan di restare insieme a loro again.
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