Janis Siegel

La vocalist dei Manhattan Transfer al Blue Note tra jazz raffinato e melanconico Blues

Se volete guardare dal di dentro Brooklyn vi bastano un paio di sequenze di un film di Spike Lee. Se invece preferite ascoltare la voce di questo quartiere newyorkese è indispensabile andare ad un concerto di Janis Siegel, ex Manhattan Transfer, ospite attesa al Blue Note di Milano. Pur avendo superato da poco la cinquantina, la Siegel domina il piccolo palco del jazz club di via Borsieri con la dinamicità e freschezza di una trentenne.

Certo che problemi di repertorio non ne ha visto che la discografia dei Manhattan Transfer è così corposa che  la vocalist americana potrebbe andare avanti fino all’alba. Nei freddi anni settanta, i Manhattan Transfer sono stati una vera freccia di fuoco e quella voce in questo concerto ce lo ha fatto ricordare. Quella voce è la stessa che ha cantato hits indimenticabili come "Chanson D’Amour" o "Twilight Zone".

“Sono contenta di essere qui in Italia - esordisce Janis dal palco - soprattutto mi sento fiera di essere accompagnata da questi musicisti". Si riferisce ad Alan Pasqua al pianoforte, Darek Oles al contrabbasso e Steve Hass alla batteria. Tuttavia, la grande occasione di questa tappa Milanese è stata quella di ascoltare la sua carriera da solista con pezzi penetranti e ricchi di stimuli musicali. Di fatti in quasi novanta minuti Janis Siegel ha eseguito dal vivo il suo ultimo album "Sketches of Broadway".

Un bel viaggio crepuscolare per dirottare l'udito sulle angolature musicali di New York con classici di Irving Berlin, Lerner e Loewe, Rodgers e Hammerstein, non tralasciando nomi come Stephen Sondheim. Il pubblico del Blue Note si riscalda e si gode la voce vellutata della vocalist dei Manhattan Transfer, che raggiunge l'apice nell'interpretazione del brano "The story of Lucie and Jassie". Applausi e un legittimo bis.