Recensione concerto Killers Verona

Il "giorno perfetto" dei Killers

Al Perfect Day di Verona, la band di Las Vegas sconfigge il maltempo

"Potrebbe esser peggio, potrebbe piovere", diceva Igor nell'indimenticabile Frankestein Junior. E invece il concerto dei Killers, nel primo giorno del Perfect Day Festival, il 31 agosto a Villafranca di Verona, è filato liscio, in barba alle più preoccupanti previsioni meteo, dopo un pomeriggio di scongiuri. E poco importa se il temporale ha trasformato il prato del Castello Scaligero in un gigantesco pantano: anche questo è rock'n'roll. Le migliaia di persone sul parterre, infatti, non si curano certo del fango sui pantaloni mentre cominciano a saltare già dall'inizio sul ritornello di Somebody told me.

Brandon Flowers, elegantissimo in total black, è in forma vocale smagliante e la scenografia glam, tra led multicolor e lampadine da vecchia Las Vegas (non a caso patria della band), è il suo habitat naturale. Accanto al videowall, ipnotici giochi di luci e laser si riflettono sulle mura antiche del castello creando un'atmosfera suggestiva. Intanto dal palco arrivano le anticipazioni del nuovo album in uscita tra qualche settimana, Battle Born, dopo l'apertura del live con il nuovo singolo Runaways (che i fan cantano già come una hit). Poco più di un'ora e mezza basta per convincere tutti che il momento d'oro degli "assassini" è tutt'altro che passato, e anzi si nutre di una personalità sempre più imponente e consapevole. La stessa personalità che permette loro di reinterpretare con stile Shadowplay dei Joy Division e Romeo and Juliet dei Dire Straits, in omaggio a una Verona innamorata (di loro).