Il
Bloom è colmo. Due date, il 30 e il 31 marzo, due sold out. Sono i
Verdena a smuovere questa mole di persone. Poco più che ventenni e trentenni, loro coetanei che li conoscono dagli esordi. Un pubblico variegato che mostra di apprezzare tutto il percorso musicale della band. Le canzoni di
Wow il loro nuovo, doppio, album occupano la maggior parte della scaletta. Due ore di musica intense in cui i vecchi brani si inseriscono perfettamente nel nuovo repertorio, dimostrando come in realtà il sound della band seppure addolcito dalle tastiere continua sulla strada intrapresa nel 1999 con il disco omonimo. Attacchi sonori, divagazioni strumentali ma anche melodia, i semi iniziali si sono sviluppati e sono maturati. Lo si assapora in
Rossella Roll Over,
È solo lunedì e
Sorriso in spiaggia (parte 1 e 2).
Alberto, Luca, Roberta e il nuovo "acquisto" Omid sono coesi, dagli sguardi traspare l'assoluta complicità e il divertimento che provano a stare sul palco. Suonare per loro è naturale, come respirare. Certo, i suoni non sono sempre perfetti. La voce in alcuni brani più pesanti si satura e sparisce sotto la coltre degli strumenti, gli esempi sono due
Isacco nucleare e
Non prendere l'acme Eugenio, entrambi estratti da
Requiem. Il salto nel secondo album con
Nova riesce alla perfezione, musica che ipnotizza. L'adrenalinica
Viba, dall'esordio, invece scatena il pubblico. Sul palco i quattro rispondono a tono lanciando le teste in headbanging, distorcendo le chitarre e, infine, suonando con la fronte la tastiera chiudendo così un concerto sentito e anche sudato.