Grammy 2014

Agli Oscar della musica trionfano Daft Punk, Macklemore & Ryan Lewis e la sorpresa Lorde

La notte del 26 gennaio 2014 verrà ricordata come quella dei Grammy Award dalle esibizioni spettacolari, di cui si parla quasi di più rispetto a vincitori e vinti. A cominciare da Ringo Starr e Paul McCartney che, presentati da Julia Roberts, suonano di nuovo insieme dopo qualche anno, con tanto di Yoko Ono scatenata che balla tra il pubblico. Ragazzi, questa è storia. Oppure il live dei pluripremiati Macklemore e Ryan Lewis insieme a Mary Lambert, Queen Latifah e Madonna, con il pezzo Same Love, meraviglioso brano - senza esagerare - del duo di Seattle. Un toccante manifesto omosessuale che mentre viene eseguito sul palco, 34 coppie gay si uniscono in matrimonio quando la madrina Madonna - ça va sans dire - termina la cerimonia con la sua Open your heart. Wow. Andiamo con ordine, ecco i vincitori e le curiosità dell'edizione dei Grammy numero 56, condotta da Cindy Lauper.

FENOMENO DAFT PUNK - Il duo formato dai francesi Guy Manuel de Homem Christo e Thomas Bangalter è stato l'asso pigliatutto che mancava nell'edizione 2013. I Daft Punk, con rigoroso abbigliamento futuristico e tanto di casco in testa, trasformano lo Staples Center di L.A. in una discoteca quando suonano featuring Stevie Wonder e poi fanno piazza pulita di grammofoni. A loro, infatti, i Grammy per Album of the Year (Random Access Memories), Record of the Year (Get Lucky), Best Pop Duo e così via fino ad arrivare a cinque. Molto bene anche la coppia più rap, innovativa, metrosexual e impellicciata che ci sia in circolazione. Macklemore & Ryan Lewis vincono il Grammy per essere i migliori nuovi artisti, poi Best Rap Album (The heist, meritatissimo), Best Rap Performance e Best Rap Song (entrambi i premi per Thrift shop). Tra i premi più attesi, ovviamente, il Grammy per la miglior canzone dell'anno. E qui viene il bello: ritira il premio la diciassettenne Lorde, fenomeno neozelandese sconosciuto fino a qualche mese fa, diventata una star grazie alla sua Royals che l'ha fatta vincere superando colleghi come Katy Perry (che rimane a mani vuote) o Bruno Mars (il quale però si consola con il Best Pop Vocal Album, assegnato proprio al suo Unorthodox Jukebox).

GRANDI, GRANDISSIMI
- In questa edizione c'è spazio anche per le stelle, non me ne voglia Lorde, s'intende quelle che hanno fatto la storia. Come i Led Zeppelin che con Celebration vincono la palma di Best Rock Album, oppure i Black Sabbath che si aggiudicano il Best Metal Performance Award grazie a God is dead. Lo squadrone formato da Paul McCartney, Dave Grohl, Krist Novoselic e Pat Smear, con Cut me some slack, porta a casa il Best Rock Song Award. Tra gli affezionati al grammofono, spunta Adele, che vince la statuetta numero dieci della sua carriera, con un premio minore ma importante come il Best Song Written For Visual Media per Skyfall. E mentre stiamo leggendo di vincitori e vinti, proprio qui a Milano Michael Bublé si prepara per il suo doppio concerto al Forum (27 e 28 gennaio) e chissà se a casa nostra dedicherà a qualcuno il suo Award fresco fresco per To be Loved, premiato come Best Traditional Pop Vocal Album. Concludiamo con una chicca. Una di quelle che ci riporta all'adolescenza, alle feste spensierate sulla spiaggia, alla voglia di risentire tutta la loro discografia. Ricordate i mitici Gipsy Kings? Ebbene, il loro Savor Flamenco vince il Best World Music Album 2014. E allora, più festa di così. Bamboleio... bamboleia...