Giuliano Palma & The Bluebeaters

La band non delude e serve sul piatto dei migliaia di fans un concerto prelibato

Ormai Giuliano Palma & The Bluebeaters sono ben conosciuti in Italia, ma chi si aspetta un concerto in linea con il loro abbigliamento, serio e pacato, si sbaglia di grosso.

Si capisce che i loro abiti non sono altro che una presa in giro del loro status
di cantanti seri e professionisti. Il loro ritrovarsi è un divertimento e ce ne
danno prova sul palco con inframmezzi divertenti, soprattutto tra Cato e
Giuliano.

Quello che ci interessava era però la loro musica. Il concerto è coinvolgente e la band propone più di venti brani. Oltre alle canzoni meno note del primo album si esibiscono nella tanto attesa serie dei brani storici. Che sia "Stop Making Love" o "Believe" o "Che cosa c'è", il pubblico si esalta e carica la performance di un Giuliano Palma in gran forma. Sul palco è lui il vero mattatore, salta, balla, si intrattiene con il pubblico, dirige con i gesti propri di un direttore d'orchestra il resto della band, richiama spesso con un battito di mani, con un colpo di testa la tromba di Mr. TBone o il colpo di piatti di Ferdi.

Il suo spettacolo personale si completa con i simpatici siparietti ballati con tutti i componenti e con la sua magica voce, non un'incertezza, non una stecca, sembra nata per la musica e per questo genere molto particolare.

Finale (non) a sorpresa dopo la finta uscita dal palco. Sulla punta della lingua di tutti i fan c'è lei, pronta ad uscire. Wonderfull Life. E cosi quando i ragazzi si rimettono al loro posto, partono con Lei, inconfodibile ed emozionante. Ed è tripudio.

Uno spazio è da riservare all'ottima serata del sabato del Rolling Stone che dopo Giuliano Palma & the Bluebeaters si ripete il 29 aprile con Roy Paci e Aretuska.