Giovanni Allevi - Yann Tiersen

Insieme per un salto lontano da ogni classificazione di generi e stili

Sul palco Giovanni Allevi, pianista trentasettenne marchigiano che, dopo aver debuttato al Blue Note di New York ed essersi esibito in prestigiose rassegne, festival e importanti teatri, il 26 luglio approda a Villa Arconati. Qui ha fatto ascoltare brani tratti dal suo ultimo lavoro "No Concept", in cui rifiuta il concettualismo che nega la creatività per lasciarsi spingere fuori, seguendo la propria ispirazione. Ha scritto quest'album nel periodo in cui ha vissuto ad Harlem a N.Y. e, prima di sedersi al pianoforte, ha raccontato la sua avventura: come è arrivato nella "grande mela", quanta era la sua emozione dopo la notizia dell'ingaggio al Blue Note (primo artista italiano a suonare nel tempio mondiale del jazz), tale da fluire e trasformarsi in musica.

IL LIVE - Il primo brano è proprio "Go with the flow". Quando le sue mani si sollevano dalla tastiera del piano, si alza, ringrazia e si rivolge di nuovo  a noi per presentarci il prossimo pezzo. Prima di ogni brano Allevi recita un prologo: i racconti sono parte dell'esibizione, costruiscono immagini, fotografie, per accompagnarci all'ascolto. Seguono "Come sei veramente", scelto da Spike Lee per lo spot della BMW, "Prendimi", "Ti scrivo", "Qui danza", decisamente jazz e ispirato ad una massima di Hegel, "Ossessione", così come sono il pianoforte e la musica per lui, spiega, che lo inghiottono giorno e notte. Poi saluta tutti, anche chi ha trasportato il suo pianoforte fin qui, proprio lo stesso con cui ha inciso "No Concept", ringrazia noi con affetto e si congeda. Richiamato a gran voce sul palco annuncia la data di uscita del suo nuovo album "Joy", 29 settembre 2006, e ci fa ascoltare un brano in anteprima di cui però strategicamente non rivela il titolo.

TIERSEN - Conosciuto dal grande pubblico per aver composto la colonna sonora del film "Il favoloso mondo di Amèlie", è un compositore eclettico a cui piace tirare fuori suoni dagli oggetti più particolari come chitarre giocattolo e tastiere anni '30 e esibirsi al pianoforte, alla fisarmonica, a vari tipi di violino e di chitarra. Yann Tiersen nei suoi concerti si diverte anche a spiazzare il pubblico riuscendoci indubbiamente. Dei valzer di fisarmonica, di ballate di pianoforte, di voci dolci e squisite, di tutto quel "favoloso mondo" niente è comparso. Questo architetto della musica con "Les Retrovailles" (che significa appunto "le riscoperte"), il suo ultimo album scritto sull'isola di Ouessant, sembra essere arrivato ad una maturità malinconica e pacata. Invece in questo concerto con Marc Sens alla chitarra, Christine Ott all'onde Martenot, Stéphane Bouvier al basso e Ludovic Morillon alla batteria, ha fatto sentire i suoi pezzi più duri. Molte chitarre elettriche, più bassi, a tratti tra punk e post-rock. E anche vecchi brani come "Bagatelle" o "Monochrome", completamente trasformati. 

"APOLIDI" DEI GENERI - Cosa accomuna Allevi e Tiersen? Sono coetanei, entrambi diplomati in pianoforte, e soprattutto entrambi sono artisti a cui è difficile attribuire un'appartenenza musicale. Il lavoro che fanno con la loro musica è quello di rielaborare la tradizione classica e europea, aprirla e contaminarla con nuove tendenze appartenenti al presente. I risultati sono profondamente differenti, eppure entrambi delimitatori del passato e creatori del contemporaneo, ancora inclassificabile proprio perché così prossimo.