Giovani punk e vecchi rocker

I Verdena entusiasmano il Live Club di Trezzo sull'Adda

"Sono di più i milanesi o i bergamaschi?" chiede Roberta, la bassista dei Verdena, alla fine del concerto al Live Club di Trezzo sull'Adda. Poco importa perchè la loro musica unisce tutti, giovani punk e vecchi rocker. Ce n'è per tutti i gusti.

EUFORIA - Al pubblico del Live club di Trezzo viene proposta una scaletta mozzafiato, con i brani "classici" della band. I più apprezzati, e cantanti dalla sala intera, sono Ovunque, Elefante e Spaceman, ma non si disdegnano certo le novità. Anzi canzoni come Canos, una ballata atipica tra psichedelico e chitarra iberica, Don Calisto, un fiume in piena, e Muori delay sono apprezzatissime.

SENZA REGOLE - Sarà che sono dei grandi performer, sarà la loro giovane età, sarà la spontaneità con cui suonano, ma i Verdena riescono sempre a conquistarti. Subdolamente accostano momenti strumentali, improvvisazioni oniriche alla crudezza del suono elettrico, come nei dieci e più minuti di
Sotto la prescrizione del dottor Huxley che si trasforma in Ultranoia, altro classico. Lo show è fatto così, una continua alternanza di brani lunghi e complessi, come Il Gulliver, e altri immediati e violenti, come Logorrea. E il finale è brusco, la potenza di Was? ti lascia stordito, ma anche curioso. L'anima di questi musicisti è variegata e non ha limiti, sa citare con gusto, si fa tentare da ballate semiacustiche, poi si dedica allo stoner. Continue sorprese escono dai loro strumenti, e ti chiedi chissà cosa mi aspettarà la prossima volta.

OPENING ACT - Ad aprire lo spettacolo un supergruppo, di nome e di fatto,
gli Atletico Defina. Nati dalla voce di Pasquale De Fina, si avvalgono della
tromba di Pepe Ragonese, del basso di Saturnino e della batteria di Giorgio
Prette. Un ensamble di tutto rispetto per una musica ritmata, molto old
style rock con quel tocco d'italianità che li rende unici.