Gianluca Grignani

Live @ Free Music Live

Partiamo da un presupposto: qui non siamo ad un concerto, bensì allo show televisivo Free Music Live di All Music all'Alcatraz, dove vengono ospitati artisti d’ogni tipo che si esibiscono con un concerto di un’ora abbondante, intervallata da domande del pubblico e presentatori.

L’attesa è quindi diversa dal solito. Non ci sono ragazzi e ragazze con zaini pieni di panini, bibite, carte da gioco per passare il tempo, sigarette d’ogni tipo e tutto ciò che di solito caratterizza le lunghe attese prima del concerto. Ci sono invece tecnici ovunque, telecamere, luci in posizione, il direttore di palco che insegna al pubblico come applaudire, dicendogli pure che è il miglior pubblico visto finora. Riteniamoci fortunati.

Finalmente arriva il momento di vedere sul palco il protagonista della serata, Gianluca Grignani, tornato da poco da una nuova esperienza sanremese. Dopo le presentazioni di rito, Grignani parte con un brano abbastanza debole “Solo Cielo”, tratto dal secondo disco “La fabbrica di plastica”, dando però già l’idea di non voler fare un concerto promozionale tipicamente destinato alla TV. Saranno moltissimi i brani tratti da dischi precedenti presenti questa sera. Meglio così.

Le prime parole che pronuncia sono per informarci che fra pochi giorni è il suo 34esimo compleanno e dice che è davvero emozionato. Il secondo brano in scaletta è la favolosa “Falco a Metà” che ancora dopo 10 anni fa venire la pelle d’oca. Si prosegue con “Bambina dallo spazio” che in questa sede il cantante ribattezza “Bambino dallo spazio”, dedicandola da ora in poi al bambino Tommaso, protagonista dei fatti di cronaca di questi giorni, purtroppo. Il brano, fino a qui dedicato alla figlioletta, è cantato con sole chitarra e voce, ad incrementare il momento di raccoglimento che si è creato. Passata la tristezza si assiste ad una “Destinazione Paradiso” particolarmente coinvolgente che chiude la prima parte del concerto.

Il primo break è per permettere a pochi ragazzi fortunati di rivolgere qualche domanda al loro beniamino. La conversazione vive dei momenti di panico con scambi tipo: “Ti senti libero di sognare?” “Io mi sento libero prima di tutto”, oppure “Hai intenzione di fare un tour estivo?” ”Certo, l’ho detto ai 4 venti, non lo sapevi?” per chiudere con una chicca tipo “Come si mangia a Ponte di legno?” “No, ma dai, sei di Ponte di legno?” e ricevere infine un regalo di compleanno dai suoi stessi fan.

Si ricomincia a suonare, per fortuna, e si ricomincia con “Re del niente”, brano che da il titolo all’ultimo album. Bello il momento in cui lui scende dal palco per stare in mezzo al pubblico mentre la canzone recita “…un uomo in mezzo alla gente”. Lo spettacolo prosegue con la sempre verde “La mia storia tra le dita” e con “Lacrime dalla luna”, intervallate da qualche parola per ringraziare il pubblico perché questo è il compleanno più bello della sua vita. A questo punto lo spettacolo televisivo impone una cover, come a tutti gli artisti che vengono qui ospiti, e questo momento è arrivato anche per Grignani, che ripropone “Desperado” degli Eagles perché è un brano a cui era affezionato in adolescenza.

Da qui parte il gran finale, con un momento molto rock (e molto coinvolgente) che vede protagoniste “L’Allucinazione” e “La Fabbrica di Plastica”. Il capitolo successivo è un tripudio di urla e applausi, “L’aiuola”, che tiene caldi gli animi per introdurli al finale sanremese, “Liberi di sognare”. Saluti e baci e arrivederci alla prossima, Grignani si è esibito con grande appeal, ha proposto alcuni dei suoi brani più belli e altri brani più rock del suo repertorio, tanto che ora abbiamo tutti voglia di vederne un concerto vero, senza televisione di mezzo. Si perché la cosa brutta di questa serata è stata il contesto televisivo molto presente e poco discreto. Al contrario Grignani ha dato l’impressione di aver recuperato la verve di qualche disco fa, forte dei grandi successi che ci ha regalato nei suoi 10 anni di carriera, da poco compiuti. E allora Buon Compleanno.