FUN.

Tonight... we are FUN. Il live del trio pop all'Ippodromo del Galoppo

Un anno d'amore cantava Mina nel 1964. Un anno di streaming risponderebbero invece i FUN. nel 2013. I tempi sono cambiati e la musica si adegua alla Social Era che stiamo vivendo, in cui per parlare di successi o tormentoni è necessario guardare (anche) i gradimenti su Spotify, i click di YouTube, i follower su Twitter, i like su Facebook. Tutti numeri altissimi per il trio di New York, il cui live all'Ippodromo del Galoppo dell'11 giugno è stato il secondo appuntamento di City Sound, festival di musica internazionale che anima l'estate di Milano.

SPOTI-FUN.
– Nate, Andrew e Jack sono il caso pop del momento. Dopo un primo timido album, Aim and ignite, arriva un singolo passato in radio e alla storia, We are young, il tormentone che fa di loro quel fenomeno di cui tutti hanno sentito parlare (Tonight... we are young... l'avete in testa, vero?). Succede poi che Glee, serie tv per ragazzi e record d'ascolti in America, propone in una puntata la cover della loro hit e il gioco è fatto, i tre sono di diritto nell'Olimpo del pop. Quindi un secondo, fortunatissimo album, Some Nights, e così via, una vittoria dopo l'altra. Il successo oltreoceano, un Grammy Award come miglior canzone dell'anno, l'esibizione alla Casa Bianca per la seconda investitura di Obama, i duetti di Nate, il leader della band, con Pink. Ci sono talento e capacità di stare sul palco ma, non ultimo, c'è anche il potere del web che fa la differenza. Il loro pop – a metà tra Mika e gli ultimi Maroon 5 – è idolatrato dagli utenti della piattaforma Spotify (che dà un enorme contributo all'industria musicale) e basta questo per fare dei FUN. un evento dell'epoca 2.0. Musica eclettica e divertente, si balla, si battono le mani a ritmo, poco importa se di qualcosa di già sentito prima, tempo fa, quando non postava ancora nessuno. È lo streaming, bellezza.


FUN-POP
- Da Carry On a We are Young, Nate e compagni non deludono i fan. I più giovani, divertiti, che forse non sanno che non c'è niente di nuovo sul fronte (pop) occidentale, accanto ai fedelissimi, scatenati anche nel momento di The Gambler o Take your time, brani del cd degli esordi. Nessuno però sembra infastidito da una piccola questione, maledettamente legata all'estetica, ma fondamentale. I FUN. in concerto sono così tremendamente sobri rispetto ai loro soliti outfit, contaminati dall'hipster mania che ci gira intorno, fatta di canotte larghe e bianche e skinny jeans rigorosamente arrotolati. Dove sono le atmosfere giallo fluo, gli occhiali dalla buffa montatura, il divertimento con il quale si presentano nelle immagini e nel loro nome? E perché se una cosa è pop (è una cultura che esiste e va difesa, dannazione!) deve essere necessariamente contagiata da elementi indie, hipster o altre parole strane? Qualcuno su Spotify ha mai postato una risposta?