Freddy Cole

Semplicità ed eleganza al Blue Note

Freddy Cole, pianista cantante, fratello minore di Nat King Cole si presenta al Blue Note accompagnato da Jerry Byrd alla chitarra, Elias Bailey al contrabbasso, Curtis Boyd alla batteria. Tutti in abito scuro. La strumentazione è classica. Il pianoforte è Steinway. La chitarra è Gibson. L’ amplificatore è Fender. I brani sono standard. Gli arrangiamenti sono fedeli all’ originale. Le parole delle canzoni sono pronunciate con chiarezza. Gli inizi sono senza tempo. I finali sono come devono essere e quindi prevedibili. Il tempo è quasi sempre swing.
Dopo cinque brani suonano una bossa nova. Freddy Cole si alza dallo sgabello e canta rivolto verso il pubblico. Curtis Boyd abbandona una delle due spazzole per impugnare una bacchetta. La usa con molta discrezione. Poi si ritorna in swing.

Come omaggio al fratello maggiore ci propongono Route 66. Il pubblico applaude calorosamente uno scolastico assolo di contrabbasso di Elias Bailey.
Il timbro di voce di Freddy Cole è caldo e affascinante. La band è semplicemente perfetta. Dopo un’ora il primo set sembra concluso. Freddy finge di aver esaurito il repertorio. Poi attacca una medley di pezzi di Berlin. Infine ci propone un interessante arrangiamento di Just The Way You Are, progettato per essere il vero finale del primo set.
Giudizio finale? Semplicità ed eleganza. Forse troppa semplicità per essere al Blue Note