Freddie Mercury, passione senza tempo

Ricordando l'anima dei Queen a venti anni dalla sua scomparsa

Kensington Garden resta il suo paradiso, perché lo sguardo di Freddie Mercury si affacciò lì poco prima di morire il 24 novembre di venti anni fa. Gli anniversari rischiano il più delle volte di riciclare le emozioni. A metterci il resto poi ci sono social network e compagnia bella.

Freddie Mercury con o senza i Queen? Oggi potrebbe stare bene pure da solo, dominare il palcoscenico senza il resto della ciurma, perché la sua voce è la più bella della storia del pop e del rock messi assieme. Azzardiamo? Sì, facciamolo pure, non perché sguazziamo tra le celebrazioni.


ANIMA E CORPO
- "La prostituta della musica" sembrava un marziano venuto da una galassia lontana, figlio del mistero umano che lo faceva essere come la voce di Pavarotti nel corpo travestito di David Bowie. L’indomabile animale da palcoscenico trasformò quella notte a Wembley dell'86 nel più grande show che la musica di fin-de-siècle ricordi; i suoi eccessi nella vita privata lo accompagnarono al rogo lentamente, ma diffidando sempre del falso moralismo proprio come Oscar Wilde; il pop che passava attraverso l’anima della sua vocalità riusciva a far tacere gli snobismi tra musica popolare e colta.

 

LIVE FOREVER - La Gran Bretagna doveva "fottersi" la sua "Regina" per rendersi conto molti anni dopo che quelle non erano "canzoni usa e getta". Il crudele consumismo della musica nell’era digitale ci mette alle strette da una parte, ma dall’altra ci fa voltare indietro e ammettere una volta per tutte: non erano solo canzonette mescolate tra lapilli sinfonici, vezzi pop e riverberi rock, quelle di Freddie Mercury e compagni. Erano e sono piuttosto lo sforzo di sgrammaticare i luoghi comuni, divorando l’affanno del "Great pretender", nella più grande menzogna che è la vita. La musica può cambiare le regole. Dopo vent’anni Freddie Mercury non vola tra gli angeli in Paradiso, ma striscia negli inferi a cantare per tutti i poveri diavoli che nella vita hanno scelto di "essere e non di avere".