Flippaut - Act II

La magia dei Gotan Project si fonde con quella dei Massive Attack in un doppio imperdibile spettacolo

Il caldo e l'afa sono quelli della sera precedente, le zanzare un po' di meno, la gente invece è decisamente aumentata, a scapito della cappa, ma a vantaggio degli artisti sul palco. In questa seconda e ultima giornata del Flippaut Festival 2006 all'IdroPark di Milano il calendario risulta veramente superlativo.

AFTERNOON - Ad aprire i cancelli alla musica ci pensano alle 16.20 The Robocop Kraus e il loro ghotic dalla Germania. Li seguono Ivana Gatti e Gianni Maroccolo alle 17.10 con il loro progetto I.G., la new wave e la lounge dei parigini Nouvelle Vague alle 18.00, il progetto solista della voce e chitarra dei Television, Tom Verlaine, alle 19.10. Il dj set di Alessio Bertallot vale come conto alla rovescia...

GOTAN PROJECT - Ore 21.30. In pochi secondi il grande palco dell'IdroPark si riempie in tutti gli angoli. Dieci personaggi vestiti di bianco giungono alle loro postazioni con un'aura di sacralità che induce al silenzio. E' una vera e propria orchestra, composta da un pianista-percussionista, un chitarrista classico, due alle macchine elettroniche, un fisarmonicista, tre violiniste, una violoncellista, una cantante. I fondatori del gruppo si confondono con i turnisti: sono l'argentino Eduardo Makaroff (alla chitarra), lo svizzero-tedesco Christoph H. Müller (agli strumenti elettronici) e il francese Philippe Cohen Solal (alle tastiere). A loro si affiancano spesso, come in questa occasione, il pianista Gustavo Beytelmann e la cantante Cristina Villalonga, entrambi argentini. I musicisti si alternano sul palco, quasi mai sono presenti contemporaneamente, in un balletto discreto e garbato di entrate e uscite di scena. Si parte dal tango, di cui il nome Gotan è un anagramma, ma si arriva ben più lontano. Le basi ritmiche chiedono la cittadinanza alla musica elettronica e alla house, cosicchè il suono caliente del bandoneòn si fonde armonizzandosi ai campionatori e alle drum machine. Una voce da cinegiornale intervalla i pezzi, commenta in spagnolo, ed è l'unico elemento parlato che si sente, nessuno dei 10 prende in mano il microfono per rivolgersi al pubblico. L'effetto è straniante, assieme all'uso del vocoder sulla voce maschile e, in un pezzo, anche su quella della cantante, e consente pertanto di più l'immersione esclusiva nelle magiche atmosfere dei brani. Ad arricchimento delle quali degli splendidi filmati proiettati che ti fanno sentire lì, in quelle immense praterie, nei boschi della Pampas, sopra ai cavalli al galoppo, nel vento che agita i mulini, tra tutte quelle splendide donne in guepierre che si alternano a statue di madonne. Le luci non servono a spettacolarizzare oltre e son tenute sobrie, così come ancora sobri son tenuti, ahimè, i volumi. Vengono presentati i brani del nuovo album "Lunatico" (il nome del cavallo del cantante argentino di tango Carlos Gardel), uscito questa primavera, ma anche lo strepitoso inedito "El Norde", non inserito nell'album perchè non è un tango ma un pezzo elettronico puro, e i successi di “La revancha del tango”, l'album del 2002 che creò un nuovo stile di frontiera, il cosiddetto electrotango, vendendo molto in tutto il mondo e ben 100.000 copie in Italia. Ore 22.40. Grosso inchino teatrale dell'orchestra Gotan Project e pausa alle emozioni.

MASSIVE ATTACK - Si fanno attendere fino alle 23.30, ma all'ora X della salita sul palco scatta l'ovazione per l'amatissima band di Bristol, uscita quest'anno con la retrospettiva "Collected". Il set up comprende due batterie (una rock e l'altra elettronica), un basso, una tastiera, un campionatore, diverse voci. Il suggestivo impianto scenico, tutto giocato sullo spettacolare uso delle luci in una fitta maglia di trame colorate, crea atmosfere lunari. Prevalgono il blu, il viola, colori eleganti. Accanto all'anima del progetto, "3D" (Robert del Naja), c'è fedele “Daddy G” Marshall. Si parte con "Rising Son", il singolo che anticipò l'uscita di "Mezzanine" (1998). Si continua con "Mezzanine" ma questa volta "Black Milk" è interpretata dalla voce magica ed eterea di Elizabeth Frazer, la cantante dei Cocteau Twins, che tornerà ad emozionare più avanti con "Teardrop" (sempre in "Mezzanine"). Il capolavoro "Karmacoma" arriva per terzo ed è cantato dalla coppia "3D"-"Daddy G". Un'altra donna sale sul palco:  è Shara Nelson, la voce che appartiene al debutto dei Massive e che nei bis lascia senza fiato nell'interpretazione magistrale di "Unfinished Simpathy" (Blue Lines - 1991). Canta "Butterfly Caught" (da "100th Window" - 2003) assieme a Horace Andy e la splendida "Safe From Harm" ("BLue Lines") contro la guerra, con tanto di scritte sui disastri in Iran che scorrono sullo sfondo luminoso. "3D" non perde l'occasione per congratularsi al microfono con il popolo italiano che ha mandato "finalmente a casa Berlusconi". Il finale è ancora "Mezzanine" con un adrenalinico "Group Four" strumentale carico di energia e pathos al punto tale che dal concerto si esce stremati e frastornati.

DANCE - Grande successo anche per l'Electronic Side, l'area elettro-wave allestita vicino al palco concerti all'insegna della dance più pura. Così pure sul main stage, dopo il live dei Massive Attack, si è ballata la techno di David Holmes dj.