Flippaut - Act I

Atto I per il prestigioso festival dell'IdroPark con George Clinton, Paul Weller e Fatboy Slim

Di Flippaut c'era soprattutto il pubblico, gaudioso e coinvolto. Venerdì 21 luglio, nella prima delle due giornate del Festival giunto alla sua quarta edizione, che quest'anno si tiene all'IdroPark, il calendario è risultato alquanto ricco. Peccato che alcune condizioni abbiano penalizzato l'affluenza. Prima fra tutte, il caldo insopportabile, che nelle ore più infuocate ha toccato vette di 35 gradi e oltre. In secondo luogo, la scelta di un giorno lavorativo.

AFTERNOON - Non c'era dunque molta gente ad applaudire Raffaella Destefano, l'ex-cantante dei Madreblu, alle 15.00, l'indie-rock sperimentale degli statunitensi Scarling mezz'ora dopo, il pop-rock direttamente dal Belgio di Novastar alle 16.10. Ma soprattutto tristemente vuoto il concerto di George Clinton subito dopo, un episodio che di fronte ad un maestro di funky come lui, arrivato alla soglia dei sessant'anni in una forma invidiabile, proprio non si doveva verificare. Nota di demerito, dunque, per gli organizzatori, che hanno tenuto anche il prezzo del biglietto un po' over-budget: 40,00 Euro il costo della singola serata più 6,00 Euro di prevendita(!), 60,00 il costo del pacchetto completo per il 21 e il 22 luglio, sempre più 6,00 di prevendita. Verso le 19.00 dj Cam e il suo hip hop arrivano dalla Francia a scaldare un po' di più gli animi con sonorità così "groovy" che solo un nero sa creare... Peccato che lui sia bianchissimo. Finalmente è prima serata, c'è ancora troppa luce e i fari sul palco risultano inutili. E poi è l'ora delle zanzare, che arrivano a frotte. Ma 40,00 Euro non valgono una disinfestazione?

PAUL WELLER
- E' il big Paul Weller a salire sull'enorme palco dell'IdroPark verso le 20.30. Il rocker conserva l'anima punk delle origini (di quando aveva fondato i Jam ed era diventato, suo malgrado, portavoce di una generazione), ma allo stesso tempo le atmosfere più "cool" degli Style Council (che ha fondato nel 1983 con Mick Talbot, dando vita a cinque album di successo). Sul palco è con i fedelissimi Steve Cradock (chitarra), Damon Minchella (basso) e Steve White (batteria), con cui a dicembre del 2005 ha registrato il doppio live "Catch-Flame!" e l'album "As is now" due mesi prima, tornando in piena forma artistica. Pantaloni e maglietta nera, capelli ormai brizzolati, Weller continua ad affascinare i suoi fan tra ballate romantiche e brani più rock'n'roll tutti da saltellare. Il pubblico è ancora esiguo, ma fedele. Sono i trentenni e quarantenni che sono cresciuti con il rock d'autore e amano certe sonorità, la maestria dei veri talenti. La foga di Weller scorda una chitarra a pezzo, elettrica o acustica che sia. Il volume della musica è basso, non aiuta il coinvolgimento, ma l'animale da palco che c'è in lui fa da contrappeso. Verso le 21.00 le luci artificiali cominciano a creare magiche atmosfere, nelle calde tonalità giallo-rosse, viola-blu, scivolando verso un finale più rockettaro e adrenalinico. E, perchè no, anche spiritoso con Damon Minchella che - musica spenta - si avvicina al microfono e afferma nel suo accento straniero:"Sono oriundo come Camoranesi. Sono molto felice perchè siamo i campioni del mondo!".

X-PRESS 2 - Dalle 22.00 alle 22.40 è la deep-house dei francesi X-Press 2 a farla da protagonista e a preparare gli animi allo show finale. La band capitanata da Ashley Beadle (al fianco di Rocky e Diesel), che sta conquistando le classifiche della dance mondiale, non delude il pubblico dell'IdroPark, che pian piano si rimpingua, coinvolto in un sudata collettiva e liberatoria.

FATBOY SLIM - Ma le risorse non possono finire qui, il momento clou è ormai alle porte. Il GrassoRagazzo Magro alle 23.10 sale sul palco. Una consolle sopraelevata troneggia centrale, sotto e dietro di essa due maxi schermi, che avvolgono l'artista al centro delle immagini. Allo splendore e all'originalità dei video va la palma d'oro: casse gigantesche si alternano a enormi frasi provocatorie in bianco e nero ("Dance Bitch"), equalizzatori e diagrammi di spettro a cartoni animati, giochi con i colori a scene di film americani, riprese in diretta del pubblico, ravvicinate nello schermo sotto, panoramiche in quello dietro. Tutto rigorosamente a ritmo con la musica. Ancora troppo bassa però! A volte sembrano alzarsi i volumi, ma subito dopo si riabbassano in una discontinuità fastidiosa. Fatboy Slim si bea del suo pubblico e della sua musica come il re leone nella foresta, in uno spettacolare gioco di luci. E' scanzonato, avvicina la sua faccia smorfiosa alla telecamera ed "esplode" in faccia al pubblico. A volte si siede, gambe penzoloni, tanto fanno tutto i dischi. Forse pure troppo, una scratchata ogni tanto non farebbe male ad un pubblico così caloroso (anche su di giri da birra) e ben pagante. Ma forse non ce n'è bisogno: i suoi pezzi di successo mandano in fibrillazione, da "That Old Pair Of Jeans" a "Praise You", da "Build It Up-Tear It Down" a "Right Here, Right Now", e allo scatenato "Stars 69". Ma fanno ballare anche i commercialoni del momento tra cui "Crazy" di Gnarls Barckley e "Dirty Harry" dei Gorillaz, e delle chicche come "Groove is in the Heart" dei Deee Lite. Il tormentone però è stato il riff di "7 nation army" dei White Stripes, utilizzato fino alla nausea, assieme alle immagini della finale dei Mondiali, per festeggiare i campioni del mondo. Un omaggio della star di Brighton agli azzurri, di cui ad un certo punto ha indossato anche la maglietta. Uno spettacolo globalmente riuscito.

Dall'1.00 in poi si è continuato a ballare con dj set e nell'Electronic Side dedicato alla musica house allestito poco più avanti rispetto al palco concerti. Per chi ne ha avuto la forza.

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