Fibra, Dogo e gli altri

Rap futuristico (e made in Milano). La musica del momento nasce qui

Il rap italiano è Tanta Roba. Non solo slang, Tanta Roba è proprio il nome della casa discografica del rapper Guè Pequeno e che prende il nome da un singolo del suo gruppo, i Club Dogo. Il rap e l'hip hop sono il fenomeno musicale del momento, i freestyler sono gli artisti più cliccati su YouTube e sulla nuova piattaforma web Spotify (tanto da battere Vasco Rossi e Ligabue) e ogni volta che uno di loro apre bocca è subito un tormentone. Cosa li accomuna tutti? Oltre a tatuaggi, grosse catene al collo e un malcontento generale da mettere in rima, c'è Milano. Perché se una volta a cantare la città ci pensavano Enzo Jannacci o le Luci a San Siro di Vecchioni, adesso ci sono i Dogo e gli elefanti in zona Barona di Marracash (li ha portati veramente, per girare il suo video d'esordio Badabum Cha Cha).

SPAGHETTI FUNK – La capitale lombarda è la culla del rap da anni, almeno da quando gli appena nati Articolo 31 formano in città la Spaghetti Funk (1994), collettivo di musicisti rap e hip hop da cui nascono, tra gli altri, i Gemelli Diversi. Il legame tra Milano e la crew è indissolubile, perché come cantano gli Articolo nel 2002, Sei troppo bella per dirti addio, Milano Milano. Dieci anni dopo Fabri Fibra (il cui ultimo album Guerra e Pace è già disco d'oro) prende un treno regionale via da Senigallia, come rappa lui stesso, e si trasferisce nella città meneghina. Di questa mette in rima, con il suo rap futuristico, i lati più oscuri, dando vita a una nuova generazione di artisti più arrabbiati e senza peli sulla lingua, scegliendo Quarto Oggiaro, controverso quartiere dell'hinterland, come scenario perfetto per il video di Su le mani.

I RAGAZZI DEL MURETTO - Esplodono a ruota il fratellino di Fibra, Nesli, poi Entics (milanese doc) o le Parole di ghiaccio di Emis Killa (originario della vicina Vimercate), tutti giovanissimi e legati dagli stessi status symbol, come le nottate brave a Milano. Oppure si mettono in rima le "esperienze del muretto", il punto di ritrovo dell'hip hop della zona e ideale per fare freestyle. Il più noto in città è quello di piazza San Babila, ma la popolarità che si raggiunge lì tra i passanti oggi si ottiene molto più in fretta con i Social Network ed è così che Facebook (di cui ogni rapper che si rispetti ha una fanpage seguitissima), questo muretto, ormai l'ha abbattuto del tutto. Anche se c'è chi, come fa Ensi con i Club Dogo, canta di essere ancora un Ragazzo della piazza.

IL CIGNO NERO – Non ultimi, proprio i Dogo, padri della Dogo Gang, crew di rapper di cui fa parte anche Marracash e che segue la scia degli Spaghetti, ormai old school milanese. Senza filtro e alquanto curiosi (Jake La Furia, uno dei componenti, colleziona serpenti), i Club Dogo sono il fenomeno di ora, tanto da aver coniato uno stile di vita, la Dogocrazia, che dà il titolo a uno dei loro pluripremiati album. Il linguaggio di strada e l'apertura ad altri stili musicali, questo il binomio del successo. Che sia un'esigenza discografica poco conta, la fama nazionale dei rapper di Milano e dintorni sembra non finire mai. Marracash incide con Giusy Ferreri, Fibra con Gianna Nannini, Tiziano Ferro interpreta Nesli. Per finire con l'ultimo arrivato. Fedez, direttamente da Corsico, ora in radio con Cigno Nero, featuring, addirittura, Francesca Michielin di X Factor. Il risultato? Per dirla alla Club Dogo, Ciao proprio
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