Fetish Panda

Prog-rock-jazz fantasioso feat. Michele Benvenuti e Nicola Arata

Le scelte musicali del Mambo Pub di Piateda (So) si dimostrano sempre più interessanti e coraggiose, in una Valle dove il pubblico è molto restio alle novità e non dà grandi soddisfazioni in fatto di presenze. Per fortuna c’è chi osa e invita sul suo palco gruppi come i Fetish Panda, esibitisi venerdì 6 gennaio.

Gruppo sondriese, formato da Alex Stangoni (chitarra, loop station, fischietto), Emanuele Rusca (basso, loop station, flauto traverso) e Martino Malacrida (batteria), sarebbe riduttivo definire il suo genere rock progressivo. Le contaminazioni sono varie e vanno dall’hard-jazz all’evrimetal (come lo chiamano loro) al funk alla psichedelia. La musica si presenta sincopata per poi lasciarsi andare su linee armoniche originali, ben calibrando tensioni e distensioni e trovando maggior respiro, quando la batteria non sovrasta gli altri strumenti. La musica, infatti, deve essere come un’amicizia, dove uno regge il gioco all’altro, esaltandone le qualità migliori per poi dargli la parola. I Fetish Panda entusiasmano il pubblico attento, per la maggior parte di musicisti, grazie ai brani di propria composizione, tra cui spicca “Puniamo i cattivi”, e a qualche rifacimento di pezzi storici come “Il Padrino”.

 A sottolineare la sperimentazione e l’apertura verso altre forme di musica, la band ha ospitato Michele Benvenuti (trombone) e Nicola Arata (tromba, fisarmonica, strumenti “giocattolo”) da Milano. Con la dolcezza dei fiati i due hanno ben completato il suono dei Fetish Panda, andando a creare quella voce che mancava allo strumentale e rendendo la performance più succosa ed effervescente, con tocchi di tango e di etnico. Balza subito all’orecchio la bravura dell’ensemble, che continuerà la collaborazione, incidendo anche un album.

Chiacchierando coi musicisti, a fine concerto, scopriamo qualche curiosità su di loro. Michele Benvenuti, come Alex Stangoni, studia alla Civica Scuola di Jazz di Milano e suona nella Big Band. Inoltre ha diversi progetti paralleli, tra cui il gruppo di patchanka Solidamòr e un quartetto con Nicola Arata. Questi ha iniziato a suonare il violino a dieci anni, convertendosi poi al trombone e al contrabbasso, di cui è docente al Conservatorio del capoluogo meneghino. Ma non finisce qui, è pure batterista kletzmer, sassofonista e musica i film muti. Polistrumentista è anche Emanuele Rusca, che, dopo i primi approcci col violino è passato alla chitarra. Suona il basso da dieci anni e dice di preferirlo per il contatto fisico che c’è con le corde. Invece il flauto traverso gli è arrivato questo Natale e ne abbiamo visti subito i frutti.

Sicuramente fortunata l’idea di far intrecciare il jazz di qualità con un fantasioso prog-rock-funk; se tutti i musicisti riusciranno a non eccedere in virtuosismi, la strada dei Fetish Panda si prospetta interessante, grazie soprattutto alla sensibilità musicale loro e dei loro collaboratori.