Energie musicali a vapore

Da Paco De Lucia a Jack DeJohnette, e Milano non sempre recepisce i veri stimoli musicali. Perché?

Ci lasciamo alle spalle un fine settimana stimolante: dal Milano Guitar Festival all'Apertivo in concerto del Manzoni. Cosa si potrebbe fare affinché queste energie si incrocino, affinché il pubblico recepisca gli stimoli?

DISPERSIONE DI ENERGIA - Gli eventi musicali si incrociano a Milano soltanto sul calendario, ma a volte restano isolati quasi come fossero di nicchia. Il pubblico è suddiviso e combattuto di fronte alle scelte da fare: questo o quell'evento? Eppure le energie che si propagano in città non sempre hanno il riscontro sperato. Se pensiamo al maxi progetto di MiTo - Settembre in Musica, che non ha ottenuto il riscontro al botteghino auspicato. Il pubblico è in grado di percepire lo scorrere degli eventi?

MILANO GUITAR FESTIVAL - Il Milano Guitar Festival, oltre a sancire il gemellaggio con l’omonima kermesse newyorkese, ha portato nella nostra città due grandi nomi: Paco de Lucia al Dal Verme e Mick Taylor, storico chitarrista dei Rolling Stones, all'Alcatraz. Il chitarrista di flamenco ha fatto palpitare il cuore dei milanesi per cento minuti di grande musica, così come è accaduto di recente per Mike Stern al Blue Note (appuntamento che poteva essere incorniciato nel calendario del festival dedicato alla chitarra). Nonostante l’attesa, Paco De Lucia e Mick Taylor non hanno fatto sold out. Colpa dei prezzi troppo alti o dell'ingorgo delle proposte di intrattenimento?. "Non è semplice dare visibilità ad un evento a Milano - commenta l'art director Enzo Guaitamacchi - Noi siamo soddisfatti perché non ci siamo concentrati sul singolo concerto, ma sull'idea. Volevamo che Milano avesse un festival dedicato alla chitarra e ci siamo riusciti". 

APERITIVO IN CONCERTO - Il Teatro Manzoni con la sua storica rassegna ha puntato ancora una volta a colmare la domenica all'insegna del mix di culture musicale: da una parte Jack DeJohnette, punta di diamante del jazz afro-americano, dall'altra John Surman, con quel suo bagaglio di jazz europeo. Un viaggio musicale a gradazioni, dove con quattro lunghe suite il pubblico ha vissuto il passaggio dalle sonorità del Continente Nero a quelle del Vecchio Continente. Sono davvero i prezzi bassi a fare la differenza? "Non sempre e lo ha dimostrato l'esperimento milanese di MiTo- Settembre in Musica. Il problema di Milano è lo spreco di energie, l'indifferenza di fronte all'opportunità di mettersi assieme e di costruire progetti di valore. E poi diciamoci la verità. In giro non c'è più voglia di rischiare, di guardarsi attorno, di puntare sulla sperimentazione. Spesso ci affidiamo ai grandi nomi, pensando che siano la soluzione ad ogni problema", replica Gianni Gualberto Morelenbaum, direttore artistico di Aperitivo in concerto.

PROPOSTE E PASSIONI - A questo punto la speranza è l'ultima a morire affinché i contributi pubblici e privati siano dirottati verso manifestazioni che diffondono in città positività artistica. Guaitamacchi e Morelenbaum hanno un punto in comune: la passione per il mestiere che fanno. E sarebbe stimolante, se dopo quest'articolo, si incontrassero a tavolino per confrontarsi sui loro progetti. Sarebbe un egregio esempio per gli operatori culturali della nostra città, di questa Milano spesso appiattita dietro il paravento della cultura fluttuante.