"Emozionisti" dalla sorridente Musica

Claudio Angeleri, Mauro Beggio, Marco Esposito, Rob Sudduth e Giulio Visibelli

Stamane, mentre venivo in redazione, sfogliando un quotidiano, ho pensato che l'uomo arriva a livelli di scelleratezze immani. Poi, ripensando al concerto di ieri sera al Sio Cafè, ho sospirato di speranza perchè esistono ancora persone capaci di plasmare emozioni sane. E se queste persone hanno la musica come propria alleata, noi le chiamiamo musicisti... anzi, li definirei "emozionisti". Un piccolo passo indietro e la mente ritorna al sogno sorridente di una notte jazz con Claudio Angeleri al piano, Mauro Beggio alla batteria, Marco Esposito al basso e ospite speciale Rob Sudduth al sassofono.

Si inizia con un brano di Herbie Hancock e il caso vuole che nella mia borsa vi sia un libro sul buddismo con una sua prefazione. Si alternano dunque composizioni di Angeleri e storici pezzi jazz. Rob, nativo di Bay Area, proviene dal variegato scenario musicale di San Francisco. Porta l'onestà del blues nel jazz e la melodia del jazz nella musica blues senza comprometterne l'essenza. Claudio, anche con un semplice gesto, è capace di scrivere sul piano parole preziose. Marco, col suono corposo del basso, mantiene il dialogo tra gli strumenti sposandosi perfettamente con la ritmica. Nel locale è vietato danzare, ma la musica se ne infischia e la sua danza mi prende con sè a due mani, in un crescendo di emozioni, nel vibrante assolo di Mauro, batterista dalle molteplici sfumature e dai modi gentili. A sorpresa un altro gradito ospite si unisce ai bellissimi quattro, Giulio Visibelli, maestro di sax della Civica Scuola di Jazz di Milano. Un ulteriore regalo per i buongustai della musica. I nostri cinque si divertono e si vede, padroneggiando con una speciale naturalezza i propri strumenti.

Certo, siamo tutti cornici che racchiudono difetti, ma da queste imperfezioni emergono colori e forme bellissime, se l'artefice del quadro ha espresso il suo sincero sentire.