Elita Festival

Joan As A Police Woman e Wild Beasts: l'amore ai tempi del design

Questa è la storia di due ragazzi, Mattia e Matteo, che senza conoscersi la sera di giovedì 10 aprile vanno allo stesso concerto, al Teatro Franco Parenti durante il clou del Fuorisalone. Sul palco dell'Elita Festival, la rassegna musicale della Milano Design Week, una lineup coi fiocchi: Girls in Hawaii, Wild Beasts e Joan as a Police Woman. I primi sono belgi e fanno un pop-rock alternativo che tanto stuzzica gli indie più nostalgici; i secondi sono ormai un nome di prima linea della scena indipendente internazionale, attesissimi quest'anno con il nuovo (bel) album dalle sonorità elettroniche più Eighties; la terza è una delle più talentuose performer in circolazione, ex fidanzata di Jeff Buckley e già acclamata in tutto il mondo, dal suo disco d'esordio di rara bellezza (Real Life) fino all'ultimo (The Classic), uscito da pochissimo.

DICEVAMO DI MATTIA E MATTEO - Mattia fa il digital pr & reputation manager (almeno così ha scritto su Linkedin) per un noto marchio di moda. Matteo aggiusta i pc aziendali e ha la passione per la buona musica. Mattia entra dal banco accrediti perché ha il pass per il privé, dove corre a stuzzicare con le bacchette un mix di verdure fusion giappo-brasiliane sorseggiando il cocktail al melone offerto dallo sponsor. Matteo aspetta in fila un'ora col biglietto stampato dal web e si perde l'inizio dei Girls in Hawai (ma almeno ha mangiato un kebab prima). Anche Mattia si perde i Girls in Hawai perché non li ha mai sentiti nominare e comunque ha incontrato alcuni fashion-influencer al privé e sta facendo l'aperitivo. Mentre i belgi spaccano il palco con belle schitarrate e coretti efficaci, Matteo fa la fila per il guardaroba e apprende che per lasciare il giubbotto deve pagare 15 Euro in gettoni guardaroba+consumazione, anche se lui probabilmente stasera vuole solo una mezza minerale (ma uno nel pubblico gli ha detto che un suo amico gli ha detto che se poi non li spendi te li ridanno).

ARRIVANO I WILD BEASTS - E l'atmosfera diventa più calda: gli inglesi si muovono con estrema padronanza e sciorinano un muro di sinth e soluzioni vocali perfette davanti a un Parenti allestito in grandissimo stile. Mattia si accorge che qualcuno sta suonando e ricorda al suo amico designer che lui tanto questi li ha visti due anni fa a Berlino e non sono male, ma il cantante ha un vocione insopportabile. Quando arriva Joan as a Police Woman, Matteo si gode l’incipit con i pezzi nuovi, i virtuosismi al violino, la voce spezzata ed eterea, l’interpretazione sempre viscerale dei testi, l’ottima intesa emotiva con la band. Tutto questo fino al bis, quando Joan attacca Your Song, struggente ballad solo voce e piano. Lì Matteo è infastidito dal rumore incessante di chiacchiere e risate sguaiate dal foyer del teatro, per l’occasione tappezzato di video-wall brandizzati dal concept molto emozionale. Così si volta e vede Mattia che ci prova con una fotografa hipsterina chiamando ad alta voce un long island al bancone. A fine serata Mattia e Matteo si incrociano in bagno, si ignorano e spariscono in direzioni opposte. Nessuno dei due si ricorderà dell’altro quando, il prossimo anno, si incontreranno di nuovo qui. Perché ognuno questa serata l’ha amata a modo suo. L’amore ai tempi del design.