Recensione concerto Pan del Diavolo ed Ettore Giuradei

Diavoli e teatranti

Rock 'n' roll e nuovo cantautorato al Carroponte con Pan del Diavolo ed Ettore Giuradei

Led rossi e un'architettura industriale sono i protagonisti del Carroponte di Sesto San Giovanni. Un luogo che d'estate si anima di piccoli e grandi concerti, come il 21 giugno. Sul palco laterale si esibiscono due artisti della scena alt italiana. Ettore Giuradei, accompagnato da chitarra, tastiere e batteria, immerge lo spettatore nel mondo del nuovo cantautorato con testi perlopiù nonsense. D'improvviso abbandona la chitarra e spicca un balzo, il tono cambia, tutto diventa più teatrale. Giuradei canta tra scatti nervosi, si butta a terra, quasi un Arlecchino impegnato in qualche lazzo. La musica che lo accompagna è un bluesfolk ben suonato e coinvolgente. Una curiosa presenza nel panorama italiano che sia nella voce che in alcune movenze ricorda Vinicio Capossela.

Terminata la performance di Giuradei, con un bacio schioccato dal microfono, salgono sul palco Il Pan del Diavolo. L'ingresso è accompagnato dalla voce di un narratore esterno recuperato da qualche cinegiornale anni '60 che racconta del nuovo fenomeno giovanile: il rock 'n roll. E proprio di r'n'r si occupano i due "diavoli". Due chitarre e una grancassa con sonagli avverano il concetto di less is more: del sano rock, se suonato bene, è più che sufficiente ad accendere il pubblico. La bravura di Gianluca Bartolo alle chitarre e la presenza scenica di Pietro Alessandro Alosi fanno il resto.

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