David Sanborn

Il sax più imitato in ambito jazz fusion

David Sanborn ci porta nel territorio dei sassofonisti  che hanno cercato di riempire il vuoto creativo generatosi dopo la morte di John Coltrane nel 1967 ricercando nuove sonorita’ per il sassofono. Tra i musicisti che hanno aperto la strada  al sax “ pop – fusion “ Grover Washington Jr., Bob Mintzer e David Sanborn sono i piu’ dotati. Da 15 anni Sanborn non suona a Milano. Il Blue Note è in trepidante attesa e tutti i tavoli sono occupati. Il palco e’ stracolmo di strumenti anche per via di 4 congas perfettamente allineate e di un ingombrante amplificatore Leslie per tastiera.

Arriva David, pantaloni e camicia nera, sax ossidato con microfono incorporato. Una vicina di tavolo gli attribuisce 45 anni. In realta’ ne ha 60.
Il primo brano, Senor Blues,  e’ tutt’ altro che easy. Kendrick Scott alla batteria e Don Alias alle percussioni si danno da fare a complicare il ritmo. Ricky Peterson alle tastiere ci aggiunge del suo con un sound tra l’ Hammond e il Rhodes e un comping estremamente asciutto. Il suono morbido  a cui David ci aveva abituato sembra un lontano ricordo. Il secondo brano, Tin Tin Deo, conferma che la musica non  non e’ pop-fusion, ma  jazz. Soltanto un po’ latino. Sicuramente funky.

David  spiega brevemente che i due brani appena eseguiti sono sull’ ultimo cd “Closer”.
Una  ballad breve interrompe la tensione.
Derrick Hodge passa dal contrabbasso al basso elettrico. Don Alias introduce con un solo di congas e bongos. David si diverte mentre suona e mentre guarda gli altri improvvisare. La ritmica e’ precisa. Sax e tastiere possono muoversi liberamente e talvolta esagerare.

Finalmente, per gli amanti del Sanborn anni ‘80, arriva “Lotus Blossom”,  un po’ riarrangiata rispetto ala versione originale anni ‘ 80.
Nel bis David ci chiede di battere le mani. Il contesto diventa R&B. Peterson riesce a far suonare una tastiera Roland come un organo Hammond.
Giudizio finale? Un Sanborn in eccellente forma. Chi ha amato troppo e ascoltato troppo il raffinato e morbido Sanborn anni ’80. potrebbe anche uscire non totalmente appagato dal Blue Note. Sanborn si e’ evoluto. Ed e’ giusto cosi’.

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