Christopher Cross

Il pop-singer americano suona al Blue Note e Milano rincorre gli anni ottanta con "Best you can do"

Il Blue Note è diventato la casa del pop perché sotto lo stesso tetto la chitarra di Christopher Cross si è riannodata agli anni ottanta, volteggiando tra easy-listenig ed incursioni del jazz.

IL TEMPO DELLE MELE – Immaginate di essere tornati adolescenti, mentre la pagina del vostro calendario si è fermata ad una sera di febbraio dei primi anni ottanta. Siamo alla fine della festicciola a casa di amici ed arriva il classico lento. Da un disco esce la voce acuta di Christopher Cross che canta Sailing. Uno sguardo fulmineo, e vi ritrovate tra le sue braccia a ballare quel lento che aspettavate da tempo. Costruite il finale incollando i vostri ricordi, tanto quel pop singer questa volta è apparso dal vero, sul palco del Blue Note.

POP CONTEMPORANEO – Un'ora e mezza in compagnia di mister Cross trascorre piacevolmente. "Benvenuti. Stasera vi faremo ascoltare un po’ di cose – esordisce il cantante americano –  pescando tra i brani dei miei ultimi album e andando indietro alla ricerca di vecchie canzoni, che conoscerete sicuramente". Il pubblico applaude e diventa complice in questa movimentata carrellata di canzoni, dove spiccano gli hit Ride Like the Wind, Sailing e leit-motiv del film Arthur, che gli fece aggiudicare un oscar. Best you can do riscalda la platea, ma c'è tempo anche per le cover, con un omaggio ai Beatles e ai Beach Boys, passando come un prestigiatore dal pop britannico al sound della West Coast. Dagli anni novanta la scaletta fa uno slalom gigante tra la punta di diamante Rendezvous, senza trascurare il meno fortunato Window.

© Copyright Milanodabere.it - Tutti i diritti riservati