Canzoni da "Stadio"

La band guidata da Gaetano Curreri propone il meglio del suo repertorio nel nome della ballata e dei sentimenti

Chi aveva voglia di passare una serata con il pop d'autore, era tra il pubblico del PalaSharp per il concerto degli Stadio, all'interno della cornice della Festa dell'Unità.  La band capeggiata da Gaetano Curreri, autore tra l'altro di canzoni per Vasco Rossi, Patty Pravo, Lucio Dalla e Laura Pausini, ha riproposto il meglio del repertorio, legandolo al filo dell'ultima partecipazione al Festival di Sanremo 2007.

ACQUA E SAPONE - "Finalmente a Milano! E poi finiamola col dire che questa è solo la città del lavoro. Milano è anche la città dei sentimenti...", replica Curreri, uno che ci sa fare con il pubblico e quindi assicura il coinvolgimento. Un'esibizione live che ha voluto cristallizzare le emozioni attraverso l'orecchiabilità delle canzoni, ma soprattutto attraverso la compostezza dei testi, sempre pronti a decifrare in maniera fulminea il calendario dei giorni nostri. Acqua e sapone, che rimanda inevitabilmente al film omonimo di Carlo Verdone, è una sorta di spartiacque della scaletta tra gli hits di ieri, quelli incontrollabili degli anni ottanta, e quelli di oggi, più soft.

CHIEDI CHI ERANO I BEATLES! - La chitarra di Andrea Fornili e il basso di Roberto Drovandi fanno jogging assieme, mentre la batteria di Giovanni Pezzoli fa palpitare di grinta tutto il palco del PalaSharp. C'è tempo per fuse romantiche con Bella più che mai, Ti mando un bacio e C'è, ma anche il momento di indietreggiare con la triade Universi sommersi e Ballando al buio. Tuttavia, sono i buoni sentimenti a farla franca nella scaletta presentata a Milano, con  canzoni come Stabiliamo un contatto, lo Zaino (scritta a quattro mani con Vasco!), mentre le generazioni si ritrovano a confronto nella ballata Chedi chi erano i Beatles.  Il tempo passa in fretta, ma il pubblico non si stanca e chiede il bis rituale. E' ancora la volta di Canzoni alla radio e Generazioni di fenomeni, manifesto per chi è cresciuto a pane e Stadio. Del resto, come ha ribadito Curreri, "come potremmo vivere senza sentimenti"?

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