Il 28 novembre un
Tunnel colmo ed entusiasta accoglie la coppia
Isobel Campbell e
Mark Lanegan. Luci crepuscolari che ben si adattano a
We die and see beauty reign, prima canzone in scaletta tratta dall'ultimo album del duo,
Hawk. I musicisti nella penombra orchestrano un sound puliuto. L'inizio è lento, due voci che si incontrano sulle stesse parole come per magia e catturano l'attenzione dello spettatore, lasciandolo solo al termine del set. La voce di Lanegan ha il potere di colpire come un macigno: forte, decisa ma estremamente calda. È lui la figura di spicco, senza nulla togliere a Isobel, ottima cantante e musicista che però non supera a pieni voti la prova solista di
Sunrise e
To hell & back again, gli unici momenti in cui il suo compagno non è sul palco a farle da contraltare.
I nuovi brani occupano, come di norma, la maggior parte della scaletta. Da
Come undone a
Get behind me, da
You won't let me down again a
Time of the season: un percorso che esplora il folk nella sua variante americana. Le incursioni nel vecchio repertorio, però, non mancano, si passa tra
Ballad of broken seas, l'ipnotica
Back Burner e la melanconica
Circus is leaving town. Per il bis, che è quasi un secondo atto, Campbell e Lanegan danno fondo al primo e secondo album accellerando il ritmo con
Ramblin' Man e una
Wedding Dress (tratta dal repertorio laneganeano) da brivido.