C'è Zucchero

Viaggio Italia/Cuba andata e ritorno fra ritmi blues e bolero

"La sesión cubana è un sogno che si avvera. Non pensavo che avrebbe riscosso tanto successo. Così tanto da costruirci un tour. E chi lo avrebbe mai pensato che un giorno avrei cantato Guantanamera!". In questo modo Zucchero ringrazia i suoi fan accorsi alla tappa milanese del La Sesión Cubana World Tour. Un appuntamento che ha riunito fedelissimi e "nuove leve" al Forum di Assago il 24 giugno. Una serata di grande musica Made in Italy, riarrangiata in parte con i ritmi distintivi della musica caraibica.

Con una scenografia quasi sciamanica, ricca di teschi che appaiono e scompaio dal palco, Adelmo Fornaciari sciorina il meglio del suo repertorio, alternandosi fra brani apollinnei e dionisiaci, in bilico fra rabbia e amore. Con lui il pubblico canta a squarciagola L'urlo, Bacco e Perbacco, Baila Morena Vedo Nero. E si commuove con Diamante, Sere d'Estate, Così Celeste e Il Suono della Domenica, profetico e tragico "brano composto prima del disastroso terremoto in Emilia". Terra madre che il cantautore omaggia sovente nelle sue canzoni. "Raramente scrivo su Facebook o su Twitter, solo una volta ho sentito il bisogno di postare un messaggio: è stato quando un contadino mi ha regalato una vacca rossa emiliana, dicendomi di non perdere mai le mie origini", racconta il blues man. E quasi scusandosi per il limitato uso dei social network, esprime tanta gratitudine ai suoi fan: "sono trent'anni che mi sopportate". Tre decenni di musica così brillanti e ricchi di evergreen che si concludono con una grande festa e due bis a suon di Con le mani, Overdose (d'amore), Diavolo in me, Solo una sana e consapevole libidine salva il giovane dallo stress e dall'azione cattolica e Per colpa di chi