Broken Social Scene: una lezione di indie

Il collettivo torna in Italia dopo diversi anni di assenza con uno show emozionante

Un senso di pace e allegria percorre i Magazzini Generali l'11 novembre. Protagonisti della serata i Broken Social Scene. Sul palco sono presenti sempre dai sei agli otto elementi e, per qualche strana magia, non risultano mai eccessivi. Le chitarre sono gestite in modo armonioso e polifonico, senza cozzare con le percussioni, i saltuari fiati (sax e tromba) e le tastiere. Un crescendo melodico, fatto di salite ed esplosioni di suono. Canzoni che ti fanno sorridere e venir voglia di cantarne il ritornello. L'alternanza delle voci, tre maschili e una femminile, danno corpo e varietà alla scaletta. Molti gli estratti dall'ultimo album Forgivness Rock Record (Art&Crafts) come Sick World, Forced to love e Texico bitches.

La lezione dell'indie, inteso (anche) come sound, i Broken Social Scene ce l'hanno nel sangue. A partire dalla definizione che danno di sé: collettivo e non band, dimostra come l'apporto di ogni minimo particolare sia fondamentale all'insieme. Otto personaggi carismatici ma non primedonne, è la coesione a renderli veramente interessanti. Il coprifuoco della mezzanotte lascia spazio ad altri due brani al termine dei quali Kevin Drew (fondatore, insieme a Brendan Canning e Justin Peroff) decide di farne "a quick one" e richiama i compari sul palco per It's all gonna break Le luci si alzano e la magia si dissolve insieme a questi "folli" canadesi.

Ad aprire la serata i Picastro, trio canadese, che a differenza dei BSS impartisce la lezione della semplicità. In fondo non serve una batteria enorme per far vibrare una canzone. Bastano gli essenziali rullante, grancassa e timpano, a cui aggiungere poi un violoncello e una chitarra.

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www.myspace.com/brokensocialscene
www.myspace.com/picastro