B.B. King il gigante del Blues

Milanodabere.it assume:  1 Programmatore Senior e 2 Agenti Commerciali

B.B. King, il gigante del Blues

AUTORE
Rosario Pipolo
DATA NEWS
giovedì 10 giugno 2010
ARGOMENTI
BB King, Concerti, Recensioni, Teatro degli Arcimboldi, Blues

Agli Arcimboldi il più grande bluesman vivente. Neanche il pessimo soundcheck rovina un'ora di grande musica

Il blues non si suona in giacca e cravatta, perché la spiritualità del suo sound ha bisogno di sperperare l’anima grezza che c’è in noi. La lezione me la diede B.B. King cinque anni fa a New Orleans, prima che arrivasse l’infernale Katrina e provasse a squarciare il velo del tempio della musica afro-americana. Ci trovammo faccia a faccia e l’unica cosa che avevamo in comune erano i pantaloni insozzati dalla fanghiglia del Jazz Fest della Louisiana. Ritrovarsi il Re del blues sul palco del Teatro degli Arcimboldi ti fa uno strano effetto: una cornice troppo formale ed elegante per uno come lui, che nei suoi 60 anni e passa di carriera, si è esibito tra vallate, altopiani e seminterrati.

Quasi un'ora di ritardo, ma il pubblico gli fa festa lo stesso con una standing-ovation. Ad introdurlo con un paio di suite musicali ci sotto otto fuoriclasse: lo accompagnano in questa traversata di  rhythm’n’blues tra cover memorabili e classici di un repertorio che sguscia nella spavalderia dell’improvvisazione. "Sono invecchiato, ma non sono morto", mette subito le mani avanti e impugna l’inseparabile Lucille, quella chitarra  con cui solo il gigante King sa graffiare le escoriazioni che la vita ci riserva.  "Il blues è l'unica consolazione delle disillusioni e sofferenze su cui contare", scriveva il poeta serbo-americano Charles Simic prima ancora che la voce stridente e la musicalità inquieta di Riley B. King – così lo conoscono all’ufficio anagrafe di Itta Bena – facesse straripare il Mississippi.

Il soundcheck dell'esibizione milanese è pessimo, una cassa fa capricci ed è imperdonabile, ma il gigante King ci dà dentro perché la musica è più potente di qualsiasi distorsione, il riscatto sociale più suadente di qualsiasi scalata al potere. Ha sbagliato chi è venuto ad ascoltarlo per vantarsi di “esserci”, perché i giganti dei Blues vomitano sullo scintillio delle iconografie, nutrendosi del canto e del suono delle creature, quello che viene dalle radici della terra, lì nel profondo Sud del mondo.

Commenti
Non sono presenti commenti. Inserisci il tuo commento
NEWSLETTER
Iscriviti alla nostra NEWSLETTER
Riceverai info su "Eventi a Milano"
PIÙ RICERCATI DI OGGI CANALE Spettacoli e Concerti
Testata Giornalistica Online
Registrazione al Tribunale di Milano n. 394 del 14 Giugno 2006
Copyright 2004 - 2012 Milanodabere Srl | CF/P.IVA 05459040969