Ahmad Jamal

Il pianista più amato dai musicisti

Ahmad Jamal, pianista nato a Pittsburg 75 anni orsono, ritorna questa sera al Blue Note dove suonerà fino a domenica.
Jamal ha scelto il trio come formula ideale. Ma chi sono i maghi del trio jazz?
Un critico probabilmente risponderebbe che i grandissimi sono tre. Bill Evans, il lirico. Oscar Peterson, il virtuoso. Keith Jarret, il genio.
Un musicista probabilmente aggiungerebbe Jamal, musicista più apprezzato dai musicisti che dal resto del mondo.

Miles Davis ha dichiarato "quando dicono che Jamal mi ha influenzato un sacco, hanno ragione". Jarret dice "un giorno ho trovato un album intitolato Portfolio of Ahmad Jamal e sono stato completamente affascinato".
A differenza di Davis e Jarret, Jamal non si è mai considerato una star. Da 50 anni gira per club e teatri in nord America ed Europa preoccupandosi di essere un buon musicista e un valido direttore di una mini orchestra composta solamente da tre strumenti. Un pianoforte, un contrabbasso, una chitarra, sostituita successivamente dalla batteria. 

Alle 21 e 10 i due piani del Blue Note sono al completo. Jahmal si siede allo Steinway e introduce da solo il primo brano. Senza tempo. Poi, voltandosi verso i musicisti, fa entrare la sua mini orchestra. Guarda intensamente Idris Muhammad alla batteria e James Cammack al contrabbasso per assicurarsi che stiano agganciando il giusto swing. Non presenta i brani. Non racconta nulla di sè o del gruppo. Non c'è traccia di una scaletta. Ogni brano inizia con un introduzione di Jamal. Senza tempo. Generalmente durante l'esecuzione il volume complessivo aumenta, per poi ridursi fino quasi al silenzio, per aumentare poi ancora. I tre musicisti, a turno, sono protagonisti. Jamal lascia poco spazio per gli applausi tra un esecuzione e la successiva. Molti pezzi sono tratti dall'ultimo album "After Fajr".

Il set si conclude dopo un'ora e mezza con una splendida esecuzione di "Poinciana". A tratti va in swing, ma è diverso da Oscar Peterson. A tratti diventa classicheggiante, ma è diverso da Keith Jarret. A tratti è lirico, ma non  deve nulla a Bill Evans. Se suonasse brani dei Beatles tutti potrebbero capire fino in fondo quanto è originale il modo di arrangiare, dirigere, suonare di Jahmal.
Giudizio finale: da intenditori.