Sushi style

Mini vademecum per ben assaporare maki e nigiri

Ci vuole stile per mangiare il sushi. Anzi, esistono regole ben precise per consumare tipicità nipponiche come maki e nigiri. A spiegarcele? Wu, il puntiglioso titolare del ristorante Wu Taiyo di viale Ranzoni. Che, una sera, si è seduto a tavola con noi, sfatando alcuni sterotipi, precisando alcune minuzie e svelando qualche astuzia.

GESTI JAP - Il primo errore? Versare un'eccessiva quantità di salsa di soia nella ciotolina. "Bisogna metterne poca e aggiungerla di volta in volta", commenta Wu, "altrimenti, il rischio è quello di farla fuoriuscire dal mini contenitore quando vi si intinge la pietanza". Del resto, la fisica gli dà ragione. Ora, tocca al wasabi, una pasta di colore verde, ottenuta da un ravanello giapponese, che va stemperata (in piccole dosi) nella salsa noir, per conferirle grinta e piccantezza. A questo punto, tutto è pronto per il battesimo del nigiri, tradizionale mattonellina di riso con pesce al top. Attenzione, immersione superficiale, non abluzione totale. "Si prende il boccone con le bacchette o con le mani, lo si capovolge delicatamente e lo si bagna nella soia, che deve accarezzare, sfiorare il pesce e mai inondare il riso", continua Wu, "perché così si mantiene perfettamente il gusto della preparazione". A proposito di riso, solitamente quello del sushi è un Originario, impreziosito da sakè, mirin, aceto di riso e un pizzico di sale. Affinché risulti un pochino "colloso" e facile all'impasto. Qualche ultimo consiglio? Le verdure e il daikon (rapa bianca jap, tagliata in fili sottili), che accompagnano i roll, non sono un estetico corredo, ma si possono mangiare. E, per "sciacquare" la bocca tra una delizia e un'altra, è bene masticare il ginger, che mai manca su un piatto giappo.

ECO BACCHETTE - Infine, una curiosità. Le bacchette (in gergo hashi) in legno o in bambù, spesso usa e getta, si fanno ecologiche. E conoscono l'eternità dell'acciaio. Merito della maison Broggi, che, con un progetto firmato dall'architetto Lucio Micheletti, ha partecipato al concorso internazionale grandesignEtico, risultando fra i vincitori. Con quale idea? Proprio con le bacchette d'acciaio della collezione Branch. Se il loro pregio è infatti quello di salvaguardare l'ambiente (e il disboscamento), la loro virtù è pure quella di essere estremamente leggere e maneggevoli, grazie alla tecnologia cava. Una re-interpretazione delle nippo-posate, a cui fanno da complici una forchetta e un cucchiaio nel medesimo stile minimalista ed essenziale. Insomma, una parure da tavola di nuova generazione, capace rinsaldare il legame fra uomo e natura e di tracciare un ponte fra Oriente e Occidente.

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