Nottingham Forest

Difronte a cotanta prelibatezza non resta che "l'assenzio"

A due passi dal centro, ma allo stesso tempo in una zona un po' defilata, sorge il Nottingham Forest, un pub che i milanesi ormai hanno scoperto e che non fa fatica a riempirsi, tutt'altro.

Il nome deriva da uno dei più famosi bar dei Caraibi, nato ad Antigua nel 1967, che negli anni '80 è rimasto distrutto da un terribile uragano. Si ispirava ai pub dei dominatori britannici nel nome e nell'arredamento, ma era costruito con decorazioni e materiali tipici dei tropici, come il takanama che rivestiva le pareti (legno durissimo con cui si costruivano le imbarcazioni).

Questo di viale Piave, oltre a completare la triade dei Nottingham Pub - infatti li si trova pure a Parma e New York - risente dello stesso stile "fusion", ossia fonde nell'arredamento stili orientali, caraibici e africani. Tra gli oggetti d'arredo si possono trovare pezzi di "memorie", originali ricordi di viaggi in paesi lontani.

Ma le vere perle si trovano nel bicchiere, quando non in conchiglie. E' questo il caso dei "Polinesiani", cocktail tropicali a base di frutta e latte di soya serviti in una conchiglia polinesiana originale.

La novità mondiale, però, è il cocktail Elite, che fonde perle naturali alla vodka "elit", prodotta dalla Stolichnaya, la wodka più rara e cara del mondo. L'usanza di mescolare la polvere di perla alle bevande risale al tempo di Marco Polo, e anche della "belle epoque", ed era una tecnica di corteggiamento. Oggi le perle vengono poste in un mortaio di marmo e pestate a lungo con un pestello fino a ridurle ad una polvere finissima, che viene miscelata alla vodka nella misura di 10 gr. per litro. Delle perle intere vengono poste nella bottiglia per mantenere i composti uniti provocando una miscelazione spontanea ogni volta che si capovolge la bottiglia. Le perle hanno una composizione chimica a base per il 95% di carbonato di calcio (molto utile per irrobustire le ossa) e per il restante 5% da "conchiolina", una sostanza naturalmente prodotta dalle ostriche che dona la lucentezza alle perle e che da sempre è considerata altamente afrodisiaca. Il cocktail vero e proprio è composto da questo alcolato alla perla con l'aggiunta di sakè, e viene preparato su richiesta del cliente in tre versioni più o meno alcoliche tutte servite in tazze di porcellana giapponese e decorate con petali di rosa fresca. Ma la cosa più bella è che in ogni cocktail viene aggiunta sul fondo una perla naturale di circa 7 mm che resta in omaggio al cliente, nonostante il cocktail costi soltanto 8 Euro!

La "lista dello shock" non finisce qui: accanto ad un classico Negroni o un Mojto si può decidere di prendere l'assenzio. Gli amanti del tradizional caffè napoletano potranno sbalordirsi nello scoprire il Kopy luwak coffe, il caffè più raro al mondo selezionato da uno scoiattolo che entra di notte nelle piantagioni di caffè a Sumatra e si ciba delle migliori bacche. Dal processo digestivo derivano semi dal gusto inconfondibile, cioccolatato e vellutato. A Milano potrete trovare questo caffè da "Peck".

E ancora gli Smoked, cocktail realizzati con uno speciale alcolato di tabacco che trattiene le caratteristiche ed i profumi del tipo di sigaro utilizzato per l'infusione; i Double, cocktail tradizionali che hanno inserita una provetta da laboratorio in vetro con tappo di chiusura in gomma asettica,contenente un altro cocktail con ingredienti alcolici dal sapore contrastante al cocktail principale ma non conflittuale, così da permettere un eventuale miscelazione tra i 2 drinks.

Un sunto esaustivo è difficoltoso, un salto nel paradiso del cocktail, invece, è a portata di mano, e dei palati più raffinati.