Camparitivo - Milano

Mi faccio un Camparitivo per il Fuorisalone

Apre il lounge bar progettato da Matteo Ragni, nel dehors del Triennale Design Café

Uno spazio pensato e progettato dall'architetto Matteo Ragni, dove design e architettura si armonizzano per l'aperitivo, concepito come luogo ideale d'incontro e scambio intellettuale. Questo il nuovissimo lounge bar Camparitivo, nel giardino del Triennale Design Café e sarà ufficialmente aperto mercoledì 14 aprile, dopo due giorni di press preview, in occasione degli eventi del FuoriSalone.

FRA RIFLESSI E RIFLESSIONI
- Gli specchi ricoprirono i lati delle colonne che guardano il Parco Sempione. La verve onirica dello specchio è al servizio di un bar immerso nel verde, che riflette la realtà, giocandovi, e la restituisce all'infinito. Nell'ambiente bar convivono, con ordine ed equilibrio, gli arredi. A partire dalla sedia Camparina, modellata per essere una seduta da aperitivo veloce, molto metropolitano. Prodotta da Plank é rossa, naturalmente, con una texture che richiama il brand. La luce è targata invece Fortunata. La lampada che Matteo Ragni ha disegnato gioca con i triangoli con cui Depero ha inventato la forma di Camparisoda, li capovolge, li piega e li riunisce in veste inedita. Realizzata da Danese, illuminerà il bancone e i tavoli.

PER FUORI SALONE
- Matteo Ragni dispone inoltre dieci telescopi in altrettanti installazioni permanenti, sotto il porticato della Triennale. Si scandagliano i valori alla base del marchio, legati alla natura umana, per scoprire gli scenari futuri dell'icona deperiana. Le porte esplorano l'uomo, svelandone l'aspetto più creativo; la donna, simbolo di libertà, fertilità, lei stessa futuro; il pianeta, la terra che non muta ma invecchia, è la prima scintilla e il ciclo della vita. Poi, ancora, la porta della cultura, una casa che si costruisce, il fuoco che guida la comprensione che illumina; la tecnologia, la soluzione infinita, il percorso, la scienza buona, la matematica. E di nuovo porte da aprire, fino a dieci, con pochi sguardi, quelli degli occhi capaci di leggere le tracce di ciò che sarà.