Mano alle mani

I Finger Food milanesi che fanno leccare le dita

"Con le mani sbucci le cipolle" e non solo... Ci puoi tranquillamente cenare, bandendo le posate. In una città sempre più piena di regole e convenzioni, la nuova tendenza dei Finger Food appare per certi versi rivoluzionaria. Soprattutto se ci si ciba non di semplici stuzzichini da aperitivo, ma di piatti veri e propri, seduti comodamente al tavolo di un ristorante. Anzi più comodamente del solito. Nei Finger Food milanesi, infatti, non solo ci si rilassa grazie all'ambiente informale, ma si buttano tranquillamente, e liberatoriamente, le bucce delle spagnolette a terra! Altra curiosa e interessante caratteristica è la Doggy Bag: quello che non si mangia, o beve, lo si può portare tranquillamente a casa! Ma facciamo i nomi, altrimenti come si fa ad andarci?

IL MAGGIOLINO - Il ristorante che prende il nome dalla macchina della Volkswagen, la quale è lì fisicamente ad arredare il locale, si trova in via Giambellino. "L'ho trovata in una cantina 5 anni prima dell'apertura del ristorante" dice il proprietario Emanuele Ragazzoni "da qui l'idea di chiamare così il locale". Di sicuro, il piccolo scarabeo ha portato fortuna. Nell'ambiente kitsch de Il Maggiolino, con sedie diverse l'una dall'altra, archi di ferro battuto con decorazioni floreali, statue di Blues Brothers sparse qua e là, alternate a quelle di cameriere pettorute, la gente si sente libera e a proprio agio. Bucce delle spagnolette a terra, bavaglino al collo e mano alla carne, rigorosamente alla griglia. Freschissima, comprata ogni giorno direttamente dal macello, non conosce freezer: troviamo grigliate, galletti, spiedini, stinchi, costine, salsicce e carpaccio davvero squisite e di ottima qualità. Stessa cosa va riconosciuta al prezzo, decisamente onesto: la grigliata mista costa appena 12,00 euro; 10,00 euro gli altri piatti. La carne è accompagnata da patatine fritte, anche queste fresche e non surgelate, tagliate a mano, o da pannocchie. Il motto è alla sbrichenfù, ossia "quello che capita" (espressione usata anche dal poeta Porta, molto comune negli anni '60, informa Ragazzoni). Completano il menu le bruschette (4,00 euro), i taglieri (7,00 euro) e i dolci (4,00 euro), buoni ma non fatti in casa. Tra questi spiccano la figassa, dolce di gelatina dei colli trevigiani, con lamponi o mirtilli a seconda della stagione, che si mangia anch'essa con le mani; la torta sbrichenfù, una sorta di sbrisolona.

AL COVO DI JERRY - Nel ristorante Al Covo di Jerry di viale Bligny l'allegria è di casa, grazie ad un ambiente informale e rilassato in cui prima attrice è la carne, rigorosamente brasilera e da assaporare con le mani, per poterne meglio cogliere sapori e consistenze. Tenera e gustosa viene presentata in varie declinazioni: bistecca alta, spiedini, carpacci di manzo, salsicce, grigliata mista, galletto stinco, costine di maiale e filetto di bue con cornice di pannocchia e ananas caldo. E poi compaiono le bruschette, i pinzimoni di stagione (in particolare le puntarelle con salsina acciugata), i taglieri e i dolci della casa, fra cui pere al cioccolato, crema al mascarpone e sorbetto. Anche qui le sfiziosissime noccioline, da sgranocchiare in tutta libertà gettando le bucce per terra. Il costo della cena si aggira dai 20,00 ai 30,00 Euro.

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