L'aperitivo in discoteca

Per anni ha spopolato nei pub ora approda sempre più nelle discoteche. Evoluzione o azzardo?

La logica è oramai assodata nella testa di noi milanesi, la conosciamo tutti, paghi da bere ad un prezzo ridotto e il locale pensa ad offrirti da mangiare. Forse ignoriamo che l'aperitivo ha alle spalle quasi un secolo di storia. Nella nostra città è un rito che risale agli inizi del XX secolo, quando ci si riuniva prima di pranzo e prima di cena per bere un crodino o un calice di vino. I locali del centro città erano i più frequentati, il Camparino in Galleria Vittorio Emanuele II, è da considerare come il progenitore dell'aperitivo.

Lì, infatti, venivano serviti insieme ai cocktail a base di Campari anche stuzzichini e altri cibi freddi di accompagnamento. Questo fenomeno fu imitato in seguito da parecchi altri bar, tra cui la famosa Terrazza Martini, nel grattacielo dall'altro lato di Piazza Duomo.

Per decenni il rito dell'aperitivo rimase invariato con pochi cocktail e sostanzialmente patatine, olive e tramezzini. La svolta avvenne con l'introduzione dell'happy hour, un rito inventato negli Stati Uniti durante gli anni Settanta ed importato a Milano nei primi anni 80. La logica dell'happy hour a tutti è nota, 1 o 2 ore solitamente dopo la fine dell'orario di lavoro, a partire quindi dalle 18/18.30, dove tutte le bevande costano metà prezzo.

Negli anni Novanta, si può dire che in quasi tutti i bar di Milano l'aperitivo prevedeva l'opportunità di mangiare praticamente gratis e di bere a metà prezzo. E' cosa di qualche anno che il trasferimento dai locali che l'hanno portato al successo alle discoteche che ora più che mai se la devono vedere con buffet, primi piatti e insalatone.

Fino all'anno scorso i disco-aperitivi si limitavano alla domenica, come per esempio quelli ancora in corso dell'Old Fashion, del Just Cavalli Cafè, e risultavano vincenti perchè poco impegnativi e adatti per la sveglia del lunedi.

Da quest'anno il trend sembra allargarsi vorticosamente anche alle serate del sabato, come testimoniano le tre discoteche dell'idroscalo. Tutte si propongono con una serata aperitivata. Mi riferisco a Le Jardin au bord du Lac, al Papaya Beach Club e al Beach Solaire.

Questo fenomeno in espansione porterà ad un inflazionamento di questa "consuetudine secolare" (è il caso di chiamarla così) o è la giusta evoluzione su larga scala di un rito che fa oramai parte della cultura della nostra città?
Un'idea me la sono fatta...