Krump Dance, l'arte del sopravvivere alla violenza

"Rize", opera prima del celebre fotografo David LaChapelle, racconta l'ultima tendenza di danza metropolitana

Tutta l'energia del colore e del corpo in movimento, espressione di salute e bellezza, elevato quasi all'imponenza plastica delle antiche statue degli dei greci. E' la fotografia di David LaChapelle, considerato fra i dieci più importanti fotografi al mondo. Dalla macchina fotografica a quella da presa il salto è breve ed eccolo ora regista di una pellicola documentario sulla Krump Dance, danza da strada, frenetica e sensuale, nata a Los Angeles.
 
DOCUMENTI URBANI - "Rize", documentario-film, è frutto di due anni e mezzo di lavoro e racconta, con stile carico di eros e di tinte forti caramellate tipiche di David, un nuovo fenomeno in piena espansione a South Central, il più pericoloso ghetto nero di L.A.. Alcuni tra gli abitanti della zona hanno deciso di trasformare le guerre tra bande in sfide di ballo, i cui movimenti raggiungono una velocità vertiginosa, un'autentica esplosione del corpo e della mente: il Krump. Danza a metà tra hip pop e balli tribali, è diventata un'alternativa alla violenza delle gang. Questo stile è un'evoluzione della Clown Dancing, nata nei primi anni '90 dal ballerino Thomas Johson detto anche "Tommy il Clown", che ha mescolato movimenti dei diversi tipi di danza, creando uno stile nuovo e accattivante. La spinta creativa del clown nasce dal suo background culturale: Tommy infatti è cresciuto in un'area urbana dominata da violente gang. Lui ha sempre visto il ballo come un rimedio ai mali della società.

CATARSI - LaChapelle spiega: "Il krump consiste nel dimenticarsi di sé, nel lasciarsi andare a pulsioni completamente primitive" . Raggruppati in compagnie (Krumps e Clown) contraddistinte da differenti colori dipinti sul volto, i giovani hanno trasformato questa danza in una moderna catarsi. Rize è un'opera carica di emozione, che vuole mettere in luce lo spirito creativo e la volontà di sopravvivenza di una comunità abituata a finire in prima pagina solo per raccapriccianti fatti di cronaca. LaChapelle apre per la prima volta una finestra sulla vita di questi ragazzi con un vissuto problematico per cui la danza è diventata una ragione di vita e, forse, l'unica via di uscita dalla violenza quotidiana. Grande novità è che il Krump non ha i connotati tipicamente maschili dell'hip-hop, ma opta per la parità dei sessi.