Innvilllà

Mutatis mutandis. E anche a Milano l’aperitivo cambia faccia

Nuova l’impostazione. Nuovo il concetto. Nuova la filosofia. A Vinicio Valdo le novità non spaventano. Anzi, è lui stesso, spesso, a dar vita a mode e tendenze. Lui, che molto tempo fa ha lanciato l’aperitivo milanese e che ora si vede (e si vuole) costretto a modificare le carte in tavola. Perché l’ingegnosa idea iniziale è stata mal compresa ed è sfociata in qualcosa di distante anni luce dal vero senso dell’happy hour. “L’Happy hour in realtà non è mai esistito a Milano. Quello con i due cocktail al prezzo di uno intendo”, commenta Vinicio con piglio deciso. “E adesso bisogna finirla con le montagne di cibo tipo mensa aziendale, riciclo degli avanzi del mezzogiorno”. Ecco allora una virata, un cambio di rotta, al fine di riportare l’aperitivo alla sua vera natura. Drink protagonisti e bocconcini da stuzzicare senza ansia, senza calca e senza angoscia del gomito a gomito davanti a un buffet imbandito.

BIANCA CREATURA - E così è nata lei. Candida e pura, pronta a mettere ordine nei pensieri dei buongustai meneghini. Innvilllà è l’ultima figlioletta di Valdo. Bella, giovane e in piena forma. Una villa dei primi del Novecento, proprio sotto allo stadio di San Siro, trasformata mirabilmente in un locale. Lussuoso ma non sfarzoso. I tre piani lo dimostrano. Moquette rossa ovunque (alternata a inserti in legno), divani in pelle e sedie, tavolini e armadietti rigorosamente in radica. Un perfetto stile Art Déco che predilige insoliti accostamenti di colore nonché geometrie circolari e segmentate. Mobili una volta appartenenti a un albergo americano e che poi, messi all’asta a Detroit, sono stati prontamente ritirati da Vinicio. Il risultato? Salotti e salottini che vantano tutti i comfort di una casa. Anzi, di una grande casa, a cui fanno da corredo dettagli preziosi: oggetti ricercati come sculture moderne (in giardino si nota un Manzù) e posaceneri, porcellane e lampade anni Cinquanta abilmente restaurati da Maria Speroni, formatasi presso l’Istituto per l’Arte e il Restauro Palazzo Spinelli di Firenze. 

L’APERITIVO - Ma si sa, non c’è villa senza giardino. E anche Innvilllà (notare l’eccentricità delle due enne, tre elle e l’accento sulla “a”) ha il suo ameno dehors. Sempre chic, ma assolutamente meno vistoso degli interni della residenza: materiali poveri, pedane in legno, tende di Jacopo Foggini (celebre light designer) nonché divanetti e cuscini bianchi, rossi e neri. Ed è qui che in estate (in inverno l’appuntamento è negli spazi al coperto) si compie il magico rito: quello dell’aperitivo. Cocktail in mano (ma si può scegliere anche il vino), l’ospite si può dirigere a piacere verso gli invitanti corner gastronomici: pesce, carne e verdure alla griglia; ostriche e tonno e salmone crudi (serviti con una vinaigrette e una mostarda di frutta piccante); formaggi freschi (mozzarella di bufala e primosale); omelette e raclette; frutta di stagione e banco salumeria, con affettati tagliati al momento da degustare a piedi nudi sull’erba.
Insomma uno modo alternativo di stuzzicare prima di cena, o meglio, una forma differente (e intelligente) di trascorrere la serata in tutta tranquillità. La sensazione? Quella di partecipare a un party fuori città. Provare per credere.