I segreti del tè

In viaggio alla scoperta dell'elisir di lunga vita. Leggere (e bere) per credere

TE' O CAFFE'? - Questo è il dilemma. Gli estimatori del sorso caldo hanno le idee chiare e bevono o bianco o nero. E, soprattutto in Italia, il coffee talvolta vince sul tea. Abitudini e cultura a parte, forse questo accade perché gli appassionati dell'espresso non conoscono bene pregi e virtù di dell'antica bevanda orientale, che, invece, ha molto da dare e da raccontare. O meglio, che si fa raccontare da Francesca Natali nel suo nuovo libro "I segreti del tè", pubblicato da iki Editore in una veste elegante e raffinata. Come ben si addice al nobile liquore.

SFOGLIANDO LE PAGINE - Più di diecimila le varietà di tè esistenti. Solo due gli arbusti sempreverdi da cui essi discendono: la Camellia sinensis e quella assamica, entrambe native dell'Asia. La differenziazione fra le tipologie è infatti da attribuirsi al paese di origine, al clima, al terreno, all'acqua che irriga le piantagioni nonché alle fasi di lavorazione (dalla raccolta alla fermentazione) che permettono di sviluppare potenziali aromatici diversi. Tanti i misteri legati alla bevanda adorata dagli imperatori cinesi. Tante le cose da scoprire sfogliando le pagine di un libro ricco di notizie e di splendide immagini (sono quelle di Elisabetta Pina), rivolto sia a un pubblico di appassionati sia a tutti quei professionisti del settore (gestori di sale da tè, negozi, hotel, ristoranti, tea-lounge e spa) che necessitano di un utile strumento di lavoro. E che qui trovano informazioni e saggi consigli grazie agli argomenti inanellati dai capitoli: dalla storia del tè (che dalla Cina si è diffuso nel mondo) alle sue famiglie (tè bianchi, verdi, neri, oolong, sculpées, pu-erh e mélange) e dai suggerimenti sul come acquistare, preparare, offrire e degustare una buona tazza di té alle schede tecniche. Senza dimenticare i riti e le cerimonie associate al pregiato infuso (in Cina, Tibet, Russia, Giappone, Inghilterra, Marocco e Paesi Arabi) e gli abbinamenti tè-cibo. Allo stesso modo in cui avviene per un vino. Del resto, uno dei principali obiettivi dell'autrice è proprio quello di sdoganare l'idea del tè delle cinque con corredo di pasticcini.

"Il tè esce dal tradizionale schema britannico del five o' clock tea, smette di essere una bevanda calda da bere esclusivamente a colazione o quando si è indisposti, distaccandosi dall'immaginario comune della bustina per tornare a essere una delicata piccola foglia, quella della Camellia Sinensis, così come si è cominciato a utilizzarla in Cina, la sua patria, oltre 500 anni fa", commenta madame Natali.

E basta leggere per apprendere che con il tè si possono creare ottimi cocktail per un aperitivo o un dopocena, prelibate ricette (in cui il tè diviene una vera e propria spezia) ed eccellenti abbinamenti. Qualche esempio? il tè verde Gyokuro è ideale con pesce crudo o crostacei; il Gunpowder, tè verde astringente e tonico, con i piatti a base di verdure; il tè nero affumicato Lapsang Souchong va d'accordo con anatra, salmone affumicato e formaggi, mentre per arricchire confetture, dessert, mousse, sorbetti e torte sono perfetti i mélange.

ART DE VIVRE - Il tè come piacevole momento di relax; come un modo nuovo per vivere il proprio tempo lentamente e profondamente; come arte del ricevere e dell'ospitare: è questo il messaggio di un'esperta come Francesca Natali.

"Il tè riesce a concentrare la mente nel qui e nell'ora", ha sottolineato la Natali durante la tavola rotonda di presentazione del volume. "E serve anche a concentrarsi meglio", ha aggiunto il prof. Saverio Bettuzzi (professore straordinario presso il Dipartimento di Medicina Sperimentale, Sezione di Biochimica, Biochimica Clinica e Biochimica dell'Esercizio Fisico, Facoltà di Medicina e Chirurgia dell'Università degli Studi di Parma), da qualche tempo impegnato nello studio delle proprietà protettive del tè verde. "Senza dimenticare che è un complice della longevità, visto che i bioflavonoidi in esso contenuti giocano un ruolo fondamentale nella difesa della salute".

E Pietro Leemann, chef del ristorante milanese Joia, è parso d'accordo. Lui che ha vissuto per due anni in Cina e In Giappone incontrando il modo di pensare orientale, assimilandolo all'occidentale e dando vita a una cucina naturale aperta alla cultura del mondo. Piatti che vanno all'essenza del gusto. E che recentemente, durante una cena,sono stati abbinati a pregiati cru cinesi di tè. Perché se la classe non è acqua, talvolta necessita di un po' d'acqua. Ala giusta temperatura, ovviamente.

DOVE ACQUISTARE IL LIBRO - Anzitutto presso la boutique L'Arte di Offrire il Thé in via Macedonio meloni 35 a Milano e on line su www.artedelricevere.com, al prezzo di 18 euro.