I cocktail con l'accento sulla e

Al tè e al sakè: ecco i nuovi compagni di brindisi

Caipirinha, Caipiroska, Margarita, Mojito, Daiquiri e Cuba Libre. E perché no, Piña Colada. Sono lori i classici e intramontabili cocktail tanto amati dai nottambuli meneghini. Che forse non conoscono ancora le frontiere del bere miscelato. Come la ristorazione, anche l'arte del mix si sta infatti evolvendo verso forme più leggere e meno aggressive. Quelle che utilizano ingredienti a bassa gradazione alcolica per creare meraviglie al sorso. Siete curiosi di provarle? Allora eccone alcune, indubbiamente esotiche e sicuramente deliziose.

NIPPO-DRINK - Solitamente abbinato al sushi, il sakè entra nel bicchiere per dar vita a cocktail inediti. A proporli è Fiorella Tessarini, simpatica barlady del Quattrocento, il locale di Massimo De Luca che all’estetica è riuscito ad associare la qualità. E i drink preparati per l’aperitivo lo confermano. Freschi e colorati rendono merito alla bevanda ottenuta dalla fermentazione del riso, che, con i suoi quattordici gradi, non è molto più alcolica del vino. L’operazione di Fiore (come la chiamano i colleghi) infatti è semplice: sostituire rum, vodka e cachaça con limpido sakè. Nascono così golosità al bicchiere, nipponiche nell’anima ma internazionali nel carattere, visto che vanno a sposare ingredienti come spezie e frutti provenienti da altre parti del mondo. Un intrigante connubio tra Oriente e Occidente che si sostanzia in prelibatezze shakerate o realizzate direttamente nel tumbler: Mojito Sakè (lime, menta, zucchero e sakè), Mojito Sakè al basilico e Mojito Sakè alla frutta; Sakè Sour, versione alternativa della Vodka Sour o del Daiquiri, nonché summa di limone, zucchero liquido e sakè, Sakè Sour alle spezie (zenzero, cannella, peperoncino, paprika e cardamomo) e Sakè Sour alla frutta; infine, i richiestissimi Caipi Sakè, rivisitazioni di Caipirinha e Caipiroska, anche in questo caso presentati sia nella ricetta base (lime, zucchero bianco e sakè) sia in quella alla frutta fresca. All’interno della famiglia dei Caipi Sakè, però, ve ne sono due molto particolari: Viaggiatori e Sognatori. Il primo è un riuscitissimo incontro fra lime, kiwi frullato, zenzero in polvere, zucchero e sakè, per un drink dal sapore soft. L’altro è un abbraccio fra lime, frutto della passione, cannella, zucchero e saké. Dal gusto speziato e sorprendentemente morbido.

NON SOLO IN TAZZA - Anche il esce dagli schemi tradizionali e le foglie della camelia sinensis abbandonano per un attimo l'acqua calda per divenire drink al vetro. L'idea è di Francesca Marina Natali di ArtedelRicevere, che propone equilibrati mix partendo da una lunga infusione a freddo (principalmente di mélange della linea ArtedelRicevere-Voyages) per poi andare ad aggiungere alcuni ingredienti alcolici. Sei i capolavori liquorosi: Purple Rose, uno shakerato la cui ricetta vuole tre parti di tè verde Déjeuner sur l’Herbe nonché gin, vodka, pompelmo rosa, un cucchiaino di marmellata di petali di rosa e due gocce di angostura; Ginger Beach, a base di te mélange Source Vital, tequila, succo e polpa di pesca e zenzero; Frozen Green Star, con tè verde giapponese Matcha Ryori, tequila, Cointreau e succo di limone; Maroccan Rose Garden, con tè verde alla menta, succo d’arancia bionda, Cointreau, Martini extradry e spumante; Souvenir de Cuba, summa di tè nero aromatizzato al cocco, rum e succo d’ananas; infine il leggerissimo Green Lady, a base di tè verde mélange Gunpowder Menthe, succo di arancia bionda e Franciacorta. Attulamente si possono degustare al Fiat Café di Milano ma molte potrebbero essere le location in cui provare i novelli sorsi: ArtedelRicevere assicura la formazione del barman, le ricette e l’approvvigionamento di tè della propria linea esclusiva.

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