Dimmi dove abiti

NY è anche questo, situazioni abitative da sogno ma soprattutto fuori dal comune

Si chiama "Condo Fever" e contagia New York City da qualche tempo. Si tratta di un'epidemia immobiliare che vorrebbe l'indelebile firma dell'architetto di fama per la propria casa, rigrosamente condominiale. All'inizio dell'anno è stato festeggiato l'ultimo building griffato by Philippe Starck, è Downtown il primo progetto USA residenziale del designer francese che da quelle parti è noto per gli interni del Delano Hotel di Miami e del Royalton a New York.

Il mattone griffato è un trionfo del lusso di cui Starck è indiscutibilmente un abile profusore. Dal suo credo estetico che ha prodigato a piene mani ne risulta una lobby spettacolare dominata da imponenti lampadari, terrazza-piscina-dining area e lounge da sogno sovrastanti ad appartamenti di varia grandezza con svariati dettagli firmati, su richiesta.

Come non citare Richard Meier che è pioniere delle tendenze e che ha avuto il merito di dare una nuova configurazione alla skyline di Manhattan firmando le due torri su Perry e Charles Street. Più legato al quartiere di Soho è André Balazs (fidanzato di Uma Thurman e proprietario del Mercer Hotel, meta prediletta da fashionisti e trend setters) che ha affidato a Jean Nouvel il nuovissimo 40 Mercer: 15 piani in elegantissimo vetro alternati da una pelette blu e una rossa dotato di piscina, fitness center, sauna, bar e giardino.

In controtendenza è Peter Marino che per quanto riguarda la location per il suo primo condo, al 170 di East end Avenue sceglie marmi e vetrate e una serie di amenità extra chic, come lo è del resto questa clientela internazionale.
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