Dietro la porta, un museo

Abitazioni private divenute musei grazie al gusto (e al portafoglio) sublime che fu dei loro proprietari

Per gli appassionati d'arte stanchi di dover affrontare la calca nei  fine settimana nella solita manciata di posti, le case museo milanesi possono essere un curioso diversivo. Collocate nelle vie più antiche del centro città, sono dei veri e propri scrigni di storia, case private  aperte al pubblico grazie alla generosità di collezionisti stimati, l'arredamento fedele a quello di un tempo e gli spazi impreziositi da centinai di opere di altissimo livello.

VILLA NECCHI CAMPIGLIO - Di recente apertura è Villa Necchi Campiglio, in via Mozart 12, tre anni di complessi lavori di restauro alle spalle. Pietra miliare nella storia dell'architettura cittadina venne progettata nel 1932 da Pietro Portaluppi, ed è una delle prime tracce del razionalismo sul territorio milanese. All'interno si trovano  permanentemente 44 capolavori del Novecento Italiano: da Arturo Martini a Giorgio Morandi, da Giorgio de Chirico a Mario Sironi, senza contare gli arredi italiani e francesi del '700, maioliche lombarde ed altre preziosità. Il tutto rievoca i fasti degli ultimi salotti milanesi, in bilico tra decadente aristocrazia e illuminata classe dirigente.

CASA BOSCHI-DI STEFANO - E' un appartamento di un'elegante palazzina in via Jen 15, alle spalle del caotico Corso Buenos Aires. Dietro di lei si nasconde ancora una volta la mente di Pietro Portaluppi che la disegnò. Leggenda vuole che questo spazio riuscisse a contenere quasi 2000 opere che trovavano  posto perfino in bagno e sul soffitto. Donata al Comune, dopo  trent'anni di lotte burocratiche è stata aperta al pubblico con un nuovo allestimento più sicuro e coerente. Oggi è arte moderna e contemporanea: Manzoni, Boccioni, Severini, Sironi solo sono alcuni  tra gli artisti che si possono ammirare. Aggirandosi per le sale è  possibile figurarsi le serate in cui quegli stessi ambienti si ospitavano i grandi artisti amici, nostalgia per una Milano che non c'è più.

MUSEO POLDI PEZZOLI - Il vero spirito del collezionista ottocentesco, alla ricerca della meraviglia tra stranezza e documentazione, è l'elemento chiave della Casa Museo Poldi Pezzoli. Nel cuore del centro storico cittadino, in via Manzoni 12, l'abitazione conserva le collezione salvata in tempo dai bombardamenti del 1943, che distrussero in una sola notte i principali musei milanesi. Smalti e oreficerie del Medioevo e del Rinascimento, tappeti, arazzi, gioielli, vetri, porcellane si sono aggiunti nel tempo a una collezione di dipinti rinascimentali e del Settecento Veneto.

MUSEO BAGATTI VALSECCHI - Aperta al pubblico dal 1994, la più stimata  casa-museo della città è in via Gesù 5, accanto al quadrilatero della  moda. Ideata e realizzata dai nobili fratelli Fausto e Giuseppe  Bagatti Valsecchi, è una vera e propria ricostruzione di un'abitazione signorile di metà Cinquecento, ricca di oggetti raccolti con un studio accurato e restituiti al loro uso originario. Oggi le collezioni sono ancora raccolte nel rispetto dell'allestimento ottocentesco: dipinti su tavola e tele, sculture e arredi lignei, armi e armature, oreficerie e avori vi abbondano.